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domenica 23 novembre 2014

Resta con me di Jenny Anastan: Prologo dal POV di Andrew

Buona sera amiche
Se avete amato Resta con me di Jenny Anastan, lavoro self published pubblicato in digitale il 4 Agosto di quest'anno, vi farà certamente piacere poter leggere il prologo dal POV del protagonista maschile, Andrew. Questo è un regalo esclusivo dell'autrice per voi lettrici di Crazy for romance tutto da gustare nell'attesa che questa nostra amica ci delizi ancora con altri suoi lavori.... prima del prologo vi lasciamo comunque la trama e la scheda del libro. Buona Lettura!




Titolo: Resta con me

Autrice: Jenny Anastan

Data: 4 Agosto 2014

Casa editrice: Self Published

Genere: Contemporary romance
           




Sono passati quattro anni... 

Zoe li ha contati, un giorno dopo l'altro, ha visto le settimane trasformarsi in mesi e quei numeri aumentare mentre la sua speranza spariva lentamente. 

Andrew l'ha lasciata da sola, ha interrotto la loro relazione e anche se Zoe sapeva che non sarebbe durata, il colpo da attutire è stato terribile, specie perché lui le ha lasciato qualcosa che glielo ricorda in continuazione e non gli permette di andare avanti. 

Ma proprio quando pare abbia ritrovato un po' di serenità, ancora una volta Andrew irrompe prepotentemente nella sua vita, con la sua bellezza, con la sua cattiveria e quei modi di fare che la spiazzano e la indispettiscono, ma cosa ancora più grave, annullano le sue difese. 

Tra presente e passato Zoe vivrà e rivivrà la loro storia, ritrovandosi infine davanti a un bivio, a dover scegliere qual è la strada giusta da imboccare per smettere di soffrire per sempre.




PROLOGO DI RESTA CON ME 
POV DI ANDREW



13 Marzo 2010
                Andrew



                Nulla nel mio comportamento, o nella mia postura, tradiva ciò che in realtà stavo provando dentro di me. La guerra interiore che da mesi combattevo e, che oggi, vedeva come unico sconfitto il mio cuore. Perché per quanto io potessi dire o fare, i miei sentimenti erano ormai lampanti, ed io ne ero totalmente terrorizzato.
Come diavolo era potuto succedere?
Eppure la risposta era così semplice: lei.
La osservai, mentre rimaneva rigida sul divano con lo sguardo fisso nel vuoto. Da quando la mia bocca aveva pronunciato quelle poche e misere parole “Torno a New York”, Zoe si era chiusa in un mutismo che mi straziava l’anima. Avevo provato per giorni a trovare il discorso adatto per chiudere con lei, per mettere una pietra sopra al nostro anno insieme.
L’anno più bello della mia vita.
Dovevo farlo, non ero pronto ad affrontare una vita con lei e, soprattutto, la paura di distruggerla più avanti mi aveva convinto che era meglio fuggire ora, che aspettare la fine di tutto più avanti. C’erano stati giorni in cui mi dicevo, che forse, avrei potuto essere l’uomo che lei meritava al suo fianco, il compagno che non le avrebbe mai fatto mancare nulla. Ma immancabilmente tornavo alla realtà, mi ricordavo di essere un Cooper, e le parole di mio padre si ripresentavano prepotenti nella mia mente, facendomi accantonare ogni pensiero positivo “Non accusarmi di aver distrutto tua madre, perché un giorno anche tu capirai come noi Cooper, siamo poco avvezzi alla fedeltà, e che le nostri mogli servono solo per fare bella figura. Anzi, non fare come ho fatto io, trova una donna che sappia già cosa le aspetta, e che non abbia problemi a riguardo. Non sai che fatica è stata per me dover coprire ciò che tua madre ha fatto.”.
Ciò che mia madre aveva fatto? Come se lei avesse avuto colpe.Cristo santo, non avrei mai potuto tollerare che Zoe soffrisse in quel modo. E anche se una parte di me, era certa che non mi sarei mai comportato in quel modo ignobile, l’altra continuava a ripetermi che lo avevo già fatto.
Perché sì, con le altre mie fidanzate mi ero sempre dimostrato un egoista e un subdolo figlio di puttana.  Non ero riuscito a essere migliore di mio padre, o di mio fratello. E non potevo assicurare che quella parte di me prima o poi non sarebbe ricomparsa.
Quindi la scelta giusta era dirle addio, e permetterle di trovare una persona che l’amasse appieno. L’avrei protetta da me, tenendola lontana dal mondo in cui vivevo. Fortunatamente abitavamo ai lati opposti dell’America e, la distanza aiutata dal tempo, mi avrebbe permesso di dimenticarla.
Quanto mi sbagliavo.
Sentivo l’aria venirmi meno. L’abito che indossavo, fatto su misura per me, era diventato improvvisamente stretto, tanto da farmi quasi bloccare la circolazione. Volevo andarmene, lasciarmi tutto alle spalle, non dover più guardare il viso di Zoe contratto dal dolore. Ogni sua smorfia era una stilettata al cuore veloce e dolorosa. E nonostante non stesse versando neppure una lacrima, avevo capito quanto in realtà soffrisse.
“Mi dispiace.” Avrei voluto dirglielo, per poi andarle incontro e stringerla forte a me, farle capire che lasciare lei, era la cosa più difficile che avessi mai fatto.
Che avrei mai fatto.
“Potrei restare… tentare…” , scrollai il capo, cercando di riprendere il controllo della mia mente e scacciare quei pensieri che troppo spesso interferivano con ciò che dovevo fare. Infilai un mano nelle tasca dei pantaloni e presi una bel respiro.
«Partirò la prossima settimana e…»
                Ma Zoe non mi stava prestando attenzione, totalmente persa nei suoi pensieri. Avrei dovuto lasciarla sola, andarmene, e invece i miei piedi erano incollati al pavimento, i miei occhi incatenati alla sua figura. Volevo bearmi per più tempo possibile della sua immagine; così piccola, indifesa, incredibilmente affascinante e sexy. Non se ne rendeva conto di quanto la sua semplicità fosse sensuale, di come un suo sorriso bastasse a illuminare la peggiore delle giornate.
                Zoe non poteva immaginare di come io aspettassi ogni giorno, ogni dannatissimo giorno, che arrivasse sera per poterla riabbracciare. Perché erano quelli gli unici momenti dove io potevo amarla davvero senza mascherarmi, e ora non avrei più potuto averla, non sarebbe mai più stata mia. Era bastata vederla una volta soltanto per desiderarla, ma non mi sarei mai potuto aspettare nulla di quello che poi accadde, mi trovai totalmente impreparato a ciò che lei era riuscita a scatenare, sconvolgendo la mia anima, e spaventandomi come nessuna aveva fatto prima, neanche lontanamente.
                «Hai capito ciò che ho detto?» Alzai la voce per farmi sentire, per riportarla lì da me. Il mio tono era freddo e distaccato, quasi glaciale.
                La vidi sobbalzare, ma non disse nulla.
                «Zoe, mi stai ascoltando?» Insistetti, ricevendo in risposta solo un cenno di assenso con la testa. «Allora parla dannazione, non comportarti come una bambina!» Faticai a usare quel tono, ogni parola era pura violenza contro me stesso. Ma dovevo farlo, doveva odiarmi. Così per lei sarebbe stato più semplice voltare pagina. «Sapevi che un giorno sarebbe successo, e io non ti ho mai promesso nulla di più di ciò che ti ho dato.»
«Lo so.» Un sussurro tremate uscì dalle sue labbra.
Da quelle meravigliose labbra.
Con una calma innaturale, proseguii il mio discorso. «Ero stato chiaro all’inizio di questa nostra relazione. Solo sesso.» Dandole un’altra stoccata.
Quante cazzate può pronunciare un uomo?
Probabilmente molte, perché da quando ero entrato nel suo piccolo appartamento non avevo ancora detto una cosa sensata, o che si avvicinasse un minimo alla realtà. Mentivo, ed ero veramente bravo a farlo. Non avrebbe potuto capire lo sforzo che stavo facendo, me ne sarei andato di lì portandomi dietro il suo odio, perché Zoe teneva a me e io la stavo trattando come se lei fosse niente.
                Che eresia.
                «E’ tutto?» Mi chiese, e io sentendo ancora quel tono di voce dissi una cosa assolutamente senza senso, e nell’esatto momento in cui le parole mi uscirono, sperai che lei dicesse di no.
                «Possiamo restare amici Zoe, se avessi bisogno di me…»
                Non solo non era d’accordo con quella scemenza, non mi fece neppure finire la frase.
                Grazie Dio.
                «Non ti devi preoccupare Andrew, è tutto a posto.» Mentì spudoratamente, ma andava bene così.
                «Bene. Io torno a New York fra due giorni.»
«Quindi il tuo lavoro qui è finito?» Chiese in un filo di voce.
E la risposta era no, sarei dovuto restare ancora qualche mese, ma se non me ne fossi andato delegando il lavoro a qualche mio collaboratore, non sarei più riuscito a lasciarla andare.
«Sì, l’acquisizione e la riorganizzazione dell’azienda è stata più veloce del previsto. E ora posso lasciare tutto in mano ai miei collaboratori.»
Posso lasciare te.
«Andrew devo prepararmi per andare al lavoro.» Asserì atona.
La guardai per un ultimo istante imprimendo nella mia testa l’immagine del suo viso, e prendendo tutto il coraggio che avevo –non molto visto che stavo fuggendo da lei- decisi di darle l’ultima spinta definitiva.
Mi avrebbe detestato per il resto della sua vita.
«Mi stai cacciando? Speravo di poter avere un addio degno di questo nome.» Dissi malizioso avvicinandomi a lei.
«Devo davvero andare, Andrew.»
Le afferrai la vita attirandola a me, e quando il suo piccolo corpo si scontrò al mio sentii ogni cellula risvegliarsi, e la voglia di affondare il viso nel suo collo e fra i suoi capelli era talmente forte da farmi mancare il fiato.
Mi tornarono in mente: il primo bacio, la prima volta che l’avevo assaggiata, assaporata e posseduta, la prima volta che avevamo dormito insieme, la prima volta che l’avevo amata sul serio.
«Andrew, devo…»
Misi un dito sulla sua bocca per farla tacere, ma l’unica cosa che volevo davvero era posare le mie labbra sulle sue e appropriami del suo respiro.
“Dio, come sei bella.” Pensai, mentre ciò che dissi fu totalmente differente. «Dai piccola, so che mi vuoi ancora una volta.»
«Lasciami.» Sibilò senza riuscire a guardarmi negli occhi, privandomi di quelle gemme che tanto adoravo.
«Ti voglio Zoe… senti quello che fai al mio corpo?» E una parte di me la voleva, l’avrebbe sempre voluta.
«Se volevi farti una scopata di addio, avresti dovuto farlo prima di lasciarmi.» Osservò allontanandomi da lei.
Ed ecco che mi serviva sul piatto d’argento la possibilità del mio ultimo crudele affondo.
«Lasciarti?» Esclamai allibito. «Noi non siamo mai stati insieme Zoe. Il Nostro era solo…»
«Sesso!» Sbottò lei adirata. «Ho capito, non sono stupida. Ma ora non è neanche più quello.»
Sì odiami piccola.
Risi maligno, passandomi una mano fra i capelli. «Sei una stupida! Ti avevo avvertito di non affezionarti a me.»
«Non l’ho fatto!»
Come avrei voluto che non fosse vero, come avrei desiderato che anche il mio cuore non sentisse quel dolore cieco che s’irradiava per tutto il corpo. Ma non cedetti, e continuai imperterrito per la strada che ormai avevo intrapreso.
«Allora perché non ti lasci andare? Voglio sentirti venire sotto di me un’ultima volta.» Mi riavvicinai a Zoe. «Voglio scoparti fino a lasciarti senza fiato.» Dissi sensualmente, non ascoltando il battere furioso del mio cuore.
“Perdonami Zoe, perdonami…”
«Non lo farai. Io devo andare…»
«Come vuoi piccola, passerò stasera quando avrai finito, voglio lasciarti qualcosa che ti ricordi di me per sempre.» Zoe non sapeva di possedere già qualcosa di me: il mio cuore.
Le passai l’indice sulla guancia, sarebbe stata l’ultima volta che l’avrei toccata, e non mi sarei perso nulla di quel fugace contatto. Mi allontanai da lei, sapendo che quella sera sarei passato ancora una volta, ma solo fuori da casa sua. Non avrei più potuto vederla, non sarei stato capace di dirle nuovamente addio.
Doppiamente codardo, non la meritavo, non l’avevo mai meritata.
Mi voltai dirigendomi verso la porta, e uscii da casa sua senza più guardarmi indietro.
Avevo fatto la cosa giusta lasciandola libera, ma questo non toglieva il fatto che io non sarei mai stato libero da lei e dal suo ricordo.
Una piccola lacrima scese lungo il mio viso. Era dal tentato suicidio di mia madre che non piangevo, e questo la diceva lunga su ciò che Zoe rappresentava per me.
«Ti amo…» Sussurrai piano, carezzando l’uscio di legno. «Addio amore mio.»



Un bacio, Il team crazy

15 commenti:

  1. Bellissimo e dolcissimo grazie Jenny per questo fantastico regalo

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  2. Jennyyyyyyyy Bellissimoooooo!!!!! Mi sono tornate in mente tutte le emozioni provate leggendo Andrew e Zoe. Come al solito il POV mi piace un sacco :)
    :*

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  3. Wow grazie mille Jenny bellissimo questo Pov .

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  4. Ma parliamone.....è splendido grazie mille Jenny

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  5. Ma non riesco a trovare questo libro sul mio kobo.

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  6. Bellissimo questo POV Jenny grazie ♡♡

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  7. bellissimo! ! lo leggeremo tutto?

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  8. Grazie Jenny sei fantastica!!!!! Come mi piacerebbe leggere ancora di Zoe e Andrew........... Scrivi un seguito Ti pregoooooo....... È stato uno dei libro più emozionanti che abbia letto negli ultimi tempi. Bravissima Jenny e grazie crazy x averci dato la possibilità di leggere questo magnifici prologo. ❤❤❤❤❤

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  9. Bellissimo! Ho appena finito di leggere il libro e sono rimasta soddisfatta e commossa. Brava Jenny!

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  10. stupendooo!!!!!!!!!!!!!!

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