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sabato 5 settembre 2015

Ciò che resta di noi di Virginia Della Torre, recensione.

Ciao crazy
questa settimana mi sono imposta di scegliere un libro self da leggere... la scelta è caduta su Ciò che resta di noi di Virginia Della Torre uscito su amazon il 14 giugno scorso. Si tratta di un libro molto particolare che un po' si distacca dalle nostre solite letture e per questo non so se piacerà a tutte ma ciò che tramite questa recensione spero arrivi è che si tratta di un libro che resta impresso a fuoco sul cuore e da li non lo schioda nessuno!




Titolo: Ciò che resta di Noi

Autore: Virginia Della Torre

Data: 14 giugno 2015

Casa editrice: Self Published

Genere: Young adult




E’ il 1986, quando la vita di Alessandro, un adolescente cresciuto in manicomio, viene completamente stravolta dall’arrivo di Camilla, una ragazza semplice, impulsiva, bella.
Il tempo scorre e nella sua caducità i due riescono a crearsi uno spazio tutto loro fatto di affetto, fiducia e, soprattutto, di terrore... perché è il terrore che regna sovrano in una struttura austera e arida come un ospedale psichiatrico. Ma ai due giovani non importa; sono abituati a convivere con paura e sofferenza e proprio per questo motivo combattono per preservare l’integrità e la straordinarietà del loro splendido amore, il quale, così puro e intenso, è la prova che non esiste niente di più forte.
Peccato soltanto che il destino abbia tracciato per loro cammini differenti, inaspettati, che metteranno a dura prova i loro sentimenti



Chi mi conosce sa che sono una lettrice senza drammi, mi emoziono leggendo ma raramente poi arrivo a versare lacrime su un libro... li conto forse sulle dita di una mano quelli che proprio sono riusciti a farmi bloccare durante la lettura perchè ormai non ci vedevo più niente a furia di lacrimoni. Questo accade perchè cerco, per quanto possibile, di mantenere sempre teso quel filo invisibile che passa fra la vita reale e la fantasia. Leggendo però Ciò che resta di Noi questo filo si è spezzato. Io mi sono spezzata.
La storia di Camilla e Alessandro, come vi accennavo prima, è molto diversa da qualsiasi storia abbia letto finora. Loro si conoscono all'interno del Manicomio Santa Maria della Pietà di Roma nel lontano 1986, Alessandro è li già da molto tempo e sta per compiere diciotto anni mentre Camilla è una new entry e sta per compiere quindici anni.

Alloggiano in due padiglioni diversi perchè diverse sono le patologie di cui soffrono: il primo è un ragazzo che soffre di deficit dell'attenzione ed iper-attivismo mentre  lei è una ragazza che soffre di epilessia. Fra loro nasce inizialmente una timida amicizia che sfocia poi in amore... ma quanto e come potrà mai essere vissuto l'amore all'interno di questo che più che un manicomio sembra un carcere? Sarà difficile, sarà doloroso e non solo per il posto in cui sboccia l'amore e si svolge tutta la storia ma anche per il vissuto di questi due personaggi che si sentono fuori dal mondo, rifiutati dalla società e troppo diversi dai loro coetanei. Soprattutto Alessandro vi farà precipitare in un baratro attraverso la sua storia - non potrete fare a meno di soffrire per lui e allo stesso tempo sentirvi frustrati dall'incapacità di cambiare il corso delle cose. La stessa frustrazione provata da Camilla che spera fino all'ultimo di poter fare la differenza nella vita del suo primo grande amore... ma ci riuscirà?
Facendo mia la storia di Alessandro e Camilla ho realizzato che alcune delle situazioni descritte potevano effettivamente essere esistite, così documentandomi, ho scoperto che in questo manicomio dalla fine degli anni Settanta fino alla fine degli anni Novanta -quando poi ha chiuso del tutto-, ci sono stati parecchi episodi simili a quelli che accadono nel libro e questo impatto con la realtà mi ha fatto male! Se la storia da sola fa accapponare la pelle la tangibilità di alcune situazioni mi ha sopraffatta...
Camilla per quanto le è stato possibile ha cercato di fare la differenza per Alessandro così come anche Ale lo ha fatto per lei. Il loro è un'amore puro, uno spiraglio di luce, un faro in una notte buia e tempestosa, è l'ancora di salvezza a cui Cami e Ale si aggrappano per riuscire a reggere in quel posto dove una persona esiste ma non vive... il loro "NOI"  gli serve per sopravvivere!
Ad aumentare la suggestione di sentire reale la storia di Ale e Camilla c'è la forma scelta dall'autrice per narrare le loro vite, autrice che -udite udite- ha solo sedici anni ed ha già scritto un piccolo capolavoro per quanto mi riguarda, non solo per la storia - che comunque ha bisogno di coraggio in alcune scelte- ma anche per tutte le altre fasi che accompagnano la pubblicazione di un libro: Editing, impaginazione, forma narrativa, grafica... insomma sedici anni ma tanto coraggio e bravura.
Il libro è narrato da entrambi i punti di vista, e voi direte "e dov'è la novità?" La novità sta nel fatto che sappiamo tutto tramite Camilla che scrive al suo amico diario e Alessandro che scrive la loro storia su un libro indirizzandolo a lei. Questa forma epistolare rende forse la narrazione un po' ripetitiva o pesante per qualcuno ma vi faccio una domanda. Secondo voi com'è la vita in un manicomio?


Ecco, penso che la risposta sia stata uguale per tutti e prendendo atto di questo vi assicuro che leggere di lei che si confida con il suo diario e lui che cerca di trasmettere tutto il suo amore in questi scritti e nei disegni che ama tanto fare è emozionante oltre l'immaginabile o almeno lo è stato per me. Da queste pagine traspare tutto l'angoscia  per la loro situazione, tutto il disagio per la loro malattia, tutta la speranza che l'amore gli ha donato, insomma traspare il loro "NOI" come un'unica entità!
Vi lascio quindi con questo consiglio di lettura forse dai tratti un po' tristi e poco romance ma che spero accoglierete.

Un bacio Alessandra.




2 commenti:

  1. Dopo aver letto la tua meravigliosa recensione non ho potuto che fare click su amazon e acquistarlo. MI ci sono buttata subito e ho fatto le 3 di notte per finirlo. Questo romanzo ti spezza, ti devasta. Ti risucchia in un turbine di sensazioni che alla fine della lettura continuano a non lasciarti. Ho pianto già con il prologo e andando avanti ogni sentimento che sentivano i protagonisti si faceva mio. Era come se fossi lì con loro, tra il disagio, la paura, la perdita di speranza... e poi, invece, quella voglia di aggrapparsi a quel giovane amore nato fra quelle pareti gabbia. Non potrò mai più guardare l'immagine di un'aquila senza pensare ad Alessandro <3. Ogni pagina ti entra dentro e nonostante siano pensiri scritti da ragazzini, il bello di questa autrice è che attraverso parole semplici è stata capace di farmi provare ogni cosa senttita e vissuta dai due protagonisti, nel bene e nel male. Non potrò mai scordarmi di quello che questo romanzo mi ha trasmesso. E' il giorno dopo e ancora un senso di impotenza mi preme sul petto.

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  2. Una storia difficile, nei contenuti come nella scelta della narrazione. Non conoscevo questo libro ma se tanto mi da tanto, lo cercherò su Amazon perché ne vale la pena.
    PS. Tanti tanti complimenti all'autrice

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