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martedì 15 settembre 2015

So che sei qui by Avit Clèlie, recensione in anteprima

Care Crazy,
oggi sono qui per parlarvi di So che sei qui, il romanzo auto-conclusivo della scrittrice Avit Clèlie, in uscita oggi 15 settembre con Mondadori, per la collana Omnibus. Si tratta di un romanzo autoconclusivo, lontano dalle solite tematiche a sfondo erotico, parliamo infatti più di un romanzo introspettivo, dove l’amore può nascere in posti e in momenti in cui non riesci nemmeno ad immaginarlo. Leggete di seguito la storia di Elsa e  Thibault.



Titolo: So che sei qui

Autrice: Avit Clélie

Casa editrice: Mondadori ( collana Omnibus)

Data uscita: 15 Settembre

Genere: Contemporary Romance

Elsa ha trent’anni, adora la montagna e le gite in alta quota. Ma è a causa di questa passione che ora si trova in un letto d’ospedale, dopo una brutta caduta da una parete ghiacciata. 
È in coma da venti settimane. Sente tutto, ma nessuna delle persone accanto a lei se ne accorge. Un giorno, per errore, entra nella sua stanza un ragazzo sconosciuto. Thibault non sa nulla della storia di Elsa, ma inizia a parlarle, conosce i suoi amici, qualcosa nella ragazza addormentata che profuma di gelsomino e gli sembra così dolce lo tiene legato magneticamente alla sua stanza. Giorno dopo giorno torna a farle visita. Ed Elsa? Sente tutto, ma non può rispondere. Non può chiedere a quel ragazzo gentile di prometterle che tornerà anche il giorno dopo, non può dirgli che sa riconoscere il suono della sua risata in corridoio e che ora quasi sente il calore del suo bacio sulla guancia. Thibault non sa che Elsa non si risveglierà più, perché a breve la staccheranno dalle macchine che la tengono in vita. L’hanno deciso i medici, la famiglia ha acconsentito. Tutti credono che sia impossibile che Elsa si risvegli, eppure ogni volta che Thibault entra nella stanza il suo cuore…




Come vi dicevo prima So che sei è un romanzo che nulla ha a che vedere con l’erotismo, le storie d’amore passionali e travolgenti, gli uomini in carriera. Ma ci parla di un argomento delicato, e che viene trattato poco nei romanzi: la dolce morte.
Questa è la storia di Elsa, una ventinovenne che è in come da mesi, e le cui condizioni di salute sono tali da spingere i medici a prendere in considerazione l’idea di staccare la spina. Conosceremo la storia di Elsa, tramite i suoi ricordi e il suo senso più sviluppato: l’udito. Attraverso flashback scatenati da sensazioni extra corporee, dovute a ciò che avviene attorno a se , Elsa ci racconta che si ritrova li da mesi, in coma, in seguito ad un incidente avvenuto durante un arrampicata in montagna. Per Elsa la montagna oltre che ad un lavoro, era ed è  la sua più grande passione, e per lei è solo un brutto incubo il ricordo di quel nodo forse non troppo stretto. Passa le sue giornate con il proprio corpo immobile nel letto d’ospedale, mentre i suoi ricordi, le sue sensazioni e il suo udito sono in subbuglio. Percepisce tutti i rumori attorno a se, e cerca di immaginare le persone e le cose che avvengono nella sua stanza. Aspetta ansiosa le visite sporadiche dei suoi genitori, di sua sorella e dei suoi tanti fidanzati, e dei suoi amici di cordata. Passano così lenti e noiosi tutti i giorni sempre uguali, fino a quando nella sua stanza non entra per sbaglio un ragazzo : Thibault.


Thibault, è l’altro lato della storia. Si trova in quell’ospedale perché è li che si trova suo fratello, che in seguito ad una sbronza e alla guida in stato d’ebbrezza ha investito e ucciso due ragazzine di quattordici anni. Il rapporto tra i due fratelli è al limite, poiché Thibault non perdona al fratello quel gesto irresponsabile e la conseguente morte delle ragazze. Quindi va li solo per portare la madre e accontentare il cugino che lo vuole presente. In realtà Thibault è in fuga con il pensiero da quel fratello irresponsabile e dal fatto di non volerlo perdonare. Così dopo una lite con la mamma, cercando una via fuga, finisce per sbaglio nella stanza di Elsa.
Dopo un primo impatto di imbarazzo e curiosità, Thibault si avvicina ad Elsa, cercando di conoscere la sua storia, chi è in realtà e come mai si ritrova in quella stanza d’ospedale. Conosce i suoi amici di cordata, e finalemente è a conoscenza della sua storia. Elsa si lega così, giorno dopo giorno,  alla vita di Thibault, che tra il lavoro , i suoi migliori amici e la sua bellissima figlioccia, cerca in tutti i modi di continuare la vita nonostante la vicenda del fratello.
Ma si sa la vita ti mette di fronte a mille cose, e quanto più ti senti distante da una persona, più in realtà ci sei legato e vicino. Quello che a Thibault sembra un fratello noncurante delle sue azioni, in realtà nasconde un animo più delicato nascosto in profondità, e il modo di venire a patti con le proprie azioni spesso non è quello che ci sia aspetta e farne i conti non è facile. Per nessuno.
Il tempo passa, e per Elsa , o meglio nel suo animo le cose sono cambiate. Avverte un sentimento nuovo per Thibault, e sa che anche per il ragazzo i sentimenti sono in subbuglio. Ma provare qualcosa e parlare, muoversi e agire sono cose molto diverse.
Arriva così il momento di decidere se lasiar dormire Elsa per sempre o lottare per lei contro tutto e tutti. Sarà capace Thibault di convincere tutti della forza del loro amore o Elsa smetterà di combattere e cercherà riposo dopo tanta fatica?
So che sei qui è un libro strano. Leggi le storie dei due protagonisti un capitolo alla volta, ti sembra di sentire i pensieri di Elsa ferma in un letto d’ospedale e nell’altro ti ritrovi a vivere la vita di Thibault, tra passeggini aggressivi, amici presenti e lotta interiore. Da una parte il libro affronta la situazione di Elsa, e il fatto se una persona in coma da tempo, possa sentire, e possa tornare ad una vita normale. Dall’altro affronta la lotta interna e le difficoltà che si incontrano nel perdonare qualcuno che, nonostante l’amore che si possa provare, commette degli errori gravi. 
Quando queste due storie si legano, nasce un rapporto forte, dove uno trova rifugio nella storia dell’altra, e le storie di mescolano. Elsa nonostante sia in coma, attraverso il pensiero riesce a raccontare molto di se stessa, della sua vita passata e di quanta voglia ha di tornare ad una vita normale. E’ una donna forte, che ama la montagna, e vorrebbe che il suo corpo la ascoltasse. Thibault diventa il suo arcobaleno, le tiene compagnia, la fa sentire viva, e la spinge a migliorare. Dal canto suo Thibault è un ragazzo normale, con un lavoro normale, degli amici speciali e una figlioccia che adora. Ha voglia di ricominciare ad amare e di crearsi una famiglia tutta sua e vivere felice. Ma al momento cerca solo di superare il rancore verso l’irresponsabilità del fratello. Trova in Elsa, un rifugio, un posto sicuro e la voglia di amare ancora.
Nonostante sia una storia un po’ diversa, So che sei qui, mi è piaciuto. Tratta argomenti scomodi con molta delicatezza, lasciando molto all’immagine del lettore. Ha una scrittura scorrevole e descrittiva. I capitoli alternati sono perfetti e calzano a pennello in tutta la storia. I personaggi sono veritieri, e i loro sentimenti molto vividi e reali. Speri davvero che per tutto il libro Elsa si svegli e abbracci Thibault.  L’unica pecca è un finale che per quanto conclusivo, lascia aperta una vita di immaginazione. Un capitolo ancora mi sarebbe piaciuto. Ma comunque è molto d’effetto.
In sintesi, anche questa lettura è consigliata, se volete staccarvi dai classici libri romance.
Alla Prossima, Vitalba


4 commenti:

  1. bellissimo! anche io avrei voluto un finale più ricco...ma pazienza!

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  2. È un libro bellissimo, unica pecca come detto anche da altri è il finale, anche se...spero vivamente che l'autrice abbia deciso di finire così il romanzo perché ha in mente prima o poi di scrivere un seguito

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  3. bellissimo, toccante, struggente.
    condivido il pensiero generale sul finale, troppo sbrigativo, speriamo in un seguito.

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  4. Libro bellissimo.... l'ho letto tutto d'un fiato tra stanotte e stamattina.... l'unica pecca è il finale.. comunque bellissimo!!!!!

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