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lunedì 11 gennaio 2016

L'Usignolo di Kristin Hannan, recensione in anteprima

Eccomi qui crazy,
è con immenso piacere che oggi vi parlo de L'Usignolo di Kristin Hannan. Ho avuto la fortuna e l'onore di poter leggere questo libro in anteprima ma da domani, 12 gennaio, potrete acquistarlo anche voi grazie alla casa editrice Mondadori che lo pubblica in Italia. Si tratta di un romanzo che, grazie all'enorme successo oltreoceano, è stato candidato al "Goodreads Choice Awards 2015" nella categoria Historical fiction aggiudicandosi incontrastato il primo posto... ed io aggiungerei... in maniera del tutto meritata! Il  romanzo è uscito il 3 febbraio 2015 negli Stati Uniti e si è piazzato subito al terzo posto della top ten del New York Times dove è rimasto per oltre 30 settimane. Un libro che ha venduto oltre un milione di copie e che è in corso di pubblicazione in 30 paesi... e soprattutto di cui sono stati venduti già i diritti cinematografici alla TriStar Pictures - e per me mai notizia fu più gradita. Insomma crazy, un bestseller che non potete e non dovete perdervi assolutamente.

Titolo: L'usignolo
Autore: Kristan Hannan
Serie: no serie
Editore: Mondadori
Data: 12 gennaio
Genere:  History romance
Categoria: Drama - Military Romance
Narrazione: #3 persona passato,con entrambi i pov dei protagonisti
Finale: No cliffhanger
Protagonisti: Vienne, sorella maggiore con marito al fronte - Isabelle, sorella minore aspirante partigiana.


Nel tranquillo paesino di Carriveau, Vianne Mauriac saluta il marito Antoine che si sta dirigendo al fronte. Non credeva che i nazisti avrebbero attaccato la Francia, ma di punto in bianco si ritrova circondata da soldati tedeschi, carri armati, aerei che scaricano bombe su innocenti. Ora che il paese è stato invaso, Vianne è obbligata a ospitare il nemico in casa sua: da quel momento ogni suo movimento è tenuto d'occhio, lei e sua figlia sono in costante pericolo. Senza più cibo né denaro, in una situazione di crescente paura, si troverà costretta a prendere, una dopo l'altra, decisioni difficilissime. Isabelle, la sorella di Vianne, è una diciottenne ribelle in cerca di un obiettivo su cui lanciarsi con tutta l'incoscienza della giovinezza. Mentre lascia Parigi insieme a migliaia di persone, incontra il misterioso Gaëtan, un partigiano convinto che i francesi possano e debbano combattere i nazisti. Rapita dalle idee e dal fascino del ragazzo, Isabelle si unirà alla Resistenza senza mai guardarsi indietro, non considerando i rischi gravissimi a cui andrà incontro. Con coraggio e grazia, sorretta da una documentazione accuratissima, Kristin Hannah si addentra nell'universo epico della Seconda guerra mondiale per illuminare una parte della storia raramente affrontata: la guerra delle donne. L'Usignolo racconta di due sorelle distanti per età, esperienze e ideali, ognuna alle prese con la propria battaglia per la sopravvivenza, ma entrambe alla ricerca fiduciosa dell'amore e della libertà. Una storia toccante, dolorosa e coinvolgente che celebra la resilienza dell'animo umano e la straordinaria forza delle donne.



Se stai attraversando l’inferno, non ti fermare.

Winston Churchill

Mi sento fortunata,  la mia prima lettura del 2016 è stata assolutamente indimenticabile! Un romanzo che inaspettatamente mi ha conquistata dalle prime pagine e mi ha portata con se, a combattere una guerra dalla quale nessuno è uscito vincitore, se non la grande forza delle donne e la grande forza dell'amore, sia esso filiale, patriottico o passionale - che ha mosso i fili di ogni protagonista di questo libro.
Sapete tutte che qui su crazy for romance recensiamo quasi esclusivamente il romance in tutte le sue sfaccettature, in quanto amanti del genere, ma è giusto dire che L'usignolo non è un romance. O almeno non lo è nel senso più classico del termine. Questa sua caratteristica mi aveva messo un po' di dubbi, ma poi mossa dalle innumerevoli recensioni positive ho deciso di farmi coraggio ed ho iniziato a leggere, convinta comunque che mi sarei trovata un librone di centinaia di pagine che mi avrebbe tediato. Perchè vi dico questo? Perchè penso che sarà il pensiero che colpirà molte amanti del genere romance come me,   leggendo la trama. Ma è a loro che va il mio appello e voglio dire che sarebbe un grosso sbaglio privarsi di una lettura così ben fatta, emozionante e devastante.
Non esagero nell'usare il termine devastante. Una volta iniziato il libro io, come lettrice, mi sono annullata, la mia vera vita si è annullata. Tanto sono entrata in simbiosi con la storia che, trovandomi fra la gente, ho avuto la sensazione che tutto intorno a me fosse superficiale, effimero e uno spreco. La mia mente è stata, ed è ancora dopo giorni, in guerra. Una guerra folle, una guerra inutile, una guerra che ha distrutto chiunque l'abbia vissuta... e che ti terrorizza solo a sentirne parlare. 
Camminando al fianco di Vienne e Isabelle ho fatto il mio piccolo percorso di dolore all'interno della seconda guerra mondiale. Siamo in Francia, in una Parigi che sta iniziando a subire l'occupazione nazista e i tedeschi pian piano vanno prendendo il controllo della vita sociale e politica del Paese.
E' il 1939, Vienne Rossignol vive a Carriveau con sua figlia Sophie di nove anni e suo marito Antoine Muriac, che è stato chiamato alle armi e sta per lasciare sole le sue donne ad affrontare la guerra! Vienne si chiuderà in una routine quasi passiva ma quanto più sicura possibile nell'attesa che tutto passi, facendosi forza con la sua amica e vicina di casa Rachel, vittima dello stesso destino e rimasta sola con i suoi due figli. 
A Parigi nel frattempo arriva la dicianovenne Isabelle Rossignol, sorella minore di Vienne, che si è fatta espellere dall'ennesimo istituto, pronta a chiedere accoglienza a quel padre che, una volta tornato a casa dalla prima guerra mondiale, non ha fatto che respingerla e allontanarla.. ed è così che si ritrova invece in partenza per Carriveau - mandata dal padre a far compagnia alla sorella Vienne. Lungo questo viaggio, che sembra più un esodo e una marcia verso la salvezza, Isabelle conosce Gaetan, ex detenuto che, come Isabelle, ha le idee chiare su come voler affrontare la guerra che sta per opprimerli: reagire e non sottomettersi! 
Da un lato conosceremo quindi una donna che cerca in tutti i modi di proteggere la sua bambina dalle brutalità della guerra, limitandosi a subire tutto senza ribellarsi e cercando -almeno inizialmente- di rimanere nell'ombra e dall'altra una giovane che ha nelle vene il sangue della rivolta, della ribellione contro tutte le ingiustizie che la Francia sta patendo, ormai sottomessa ai nazisti. Isabelle entra a far parte così della resistenza… ma senza Gaetan... e lui tornerà a riprenderla? Questo dovete scoprirlo da sole.

Leggendo L'usignolo mi è capitato qualcosa di particolare: più volte mi sono chiesta come mi sarei comportata io se avessi vissuto le vicende delle protagoniste, in quale delle due mi sarei meglio immedesimata. Di getto vi rispondo, Isabelle. Lei è l'eroina che ha salvato centinaia di uomini. Lei è il grido di libertà nel bel mezzo di una tirannia. Lei è la donna che è riuscita ad amare quando tempo per l'amore non c'era. Lei è la donna che vuole essere ricordata per aver fatto la differenza ...ma è anche la donna convinta che ognuna delle persone della sua vita l'avrebbe ricordata solo come una piantagrane irresponsabile. Lei è la donna che io ricorderò per sempre come una delle più forti che abbia mai conosciuto e che si è meritata, una ad una, tutte le mie lacrime.
Se dovessi però soffermarmi un attimo e riformulare una risposta meno istintiva … oggi nella mia condizione di mamma quasi sicuramente sarei stata una Vienne. Lei ha fatto di tutto per proteggere la sua Sophie. Lei ha atteso pazientemente e con estremo dolore suo marito. Lei ha dovuto convivere con ben due capitani tedeschi... e se con Beck la situazione poteva sembrare volgere a suo favore, certo non si può dire la stessa cosa di Sturmbannfuhrer. Lei ha rischiato la vita per la sua migliore amica e i suoi figli. Lei ha rischiato tutto per la vita di tanti bambini ebrei. Lei è la donna che la guerra l'ha combattuta in silenzio, ma non per questo meno meritevole di una medaglia all'onore di tanti saldati al fronte.

Insomma crazy, unite alla storia di queste due donne, dei loro amori, della loro guerra, una scrittura perfetta, coinvolgente, emozionate, capace di toccare con semplicità le corde giuste del vostro cuore e vi ritroverete a leggere un capolavoro della narrativa. Certo, so che letture del genere non sono mai semplici da affrontare, ne tanto meno facili da scrollarsi di dosso,  ma come capita spesso con libri tipo questo -ad esempio Il Cavaliere d'Inverno- il risultato potrà soltanto essere indimenticabile!

Un bacio, Alessandra



6 commenti:

  1. Oddio!! Che meraviglia!! Grazie mille per averci dato questa splendida notizia!! Domani corro in libreria!! Anche se l'ho già letto sul Kindle in inglese, lo devo assolutamente avere in cartaceo!!!

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  2. Woooooow una recensione che toglie il fiato e fa venire una voglia assurda di correre a leggerlo. Tra l'altro mai periodo, poteva essere migliore: avevo voglia di qualcosa di diverso! Quindi, credo che mi conquisterà.

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  3. Cara Alessandra, più che il libro in sé, che sarà bellissimo, mi ha affascinata la tua recensione e le emozioni che questa storia ha suscitato in te. In questo momento sono immersa in altre letture per motivi di lavoro, ma questo sarà sicuramente un libro che non mi lascerò scappare. Grazie!

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    1. Oh Edy che gioia leggere il tuo messaggio. Questo libro mi ha davvero preso alla grande e scrivendo la recensione speravo che arrivasse a tutte almeno un decimo della sua bellezza. Sapere quindi di essere stata compresa mi rende molto felice... spero possa piacere anche a te, fammi sapere. Bacioni!

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  4. Ho avuto tanti dubbi prima di iniziare a leggere questo libro, ma alla fine l'ho fatto e ne sono rimasta folgorata. La guerra con tutta la violenza e la crudeltà che la caratterizzano fa da sfondo a una storia tutta la femminile dove però il vero protagonista è l'amore in tutte le sue sfaccettature. Quello di una sorella, di un amante, di un figlio, di un genitore e di un'amica; amori che vanno oltre la terribile realtà della guerra, ma che da lei sono stati in qualche modo alimentati, in certi casi rivelati e che mi hanno profondamente commosso come non mi succedeva da tempo.

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