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mercoledì 8 giugno 2016

Le scelte della vita di Mary Mcnear, recensione

Ciao Crazy,
Oggi vi parlo di Le scelte della vita di Mary McNear, secondo volume della trilogia The Butternut Lake, uscito il 2 Giugno per Leggereditore.
Questa volta abbiamo ben due storie in un solo romanzo, infatti oltre alla storia della studentessa Daisy e del meccanico Will, abbiamo una seconda storia che riguarda i genitori della ragazza, Caroline e Jack.

le scelte della vita Titolo: Le scelte della vita
Autore:
Mary McNear
Serie:  #2 The Butternut Lake
Editore:
Leggereditore
Data:  2 Giugno
Genere: contemporary romance
Categoria: seconde possibilità
Narrazione: terza persona, pov multiplo
Finale: No cliffhanger
Coppia: Daisy, studentessa; Will, meccanico.

QUI SERIE


Per Caroline e sua figlia Daisy le estati a Butternut trascorrono tra il caffè Pearl’s da gestire, le nuotate pomeridiane nelle acque del lago e la semplice quotidianità della loro piccola famiglia a due. Quest’anno però la bella stagione sembra voler riservare a madre e figlia diverse sorprese... Daisy è una ragazza studiosa e assennata, eppure il destino ha deciso di mettere sulla sua strada Will, il tipico ragazzo ribelle e sregolato da cui si è sempre tenuta alla larga ma che però, grazie alla sua vicinanza, saprà dare una svolta alla propria vita.
Caroline invece, dopo una vita dedicata esclusivamente al lavoro e alla figlia, sembra finalmente aver trovato nel quieto e posato Buster la serenità che le è sempre mancata. Ben presto però, nell’arco di una sola estate, scoprirà che vent’anni non sono bastati a cancellare dal suo cuore la passione per l’ex marito Jack, tornato a Butternut deciso a riconquistarla.
Tra incomprensioni, prime volte, desideri mai sopiti e primi palpiti d’amore, l’incontaminata cornice dei laghi del Minnesota vede ancora una volta protagoniste due donne straordinarie, appartenenti a generazioni diverse, che sperimentano, a loro modo, l’amore.



Dopo il primo volume in cui abbiamo conosciuto la storia di Allie e Walker, torniamo nella cittadina di Butternut.
Questa volta seguiremo ben due storie: quella di Daisy che è tornata in città per l’estate prima del suo ultimo anno al college e quella di sua madre Caroline che si trova in difficoltà perché il loro ristorante naviga in cattive acque.
Le due storie hanno praticamente lo stesso spazio nel libro, e il punto di vista di tutti i protagonisti ci fa avere una prospettiva completa di entrambe le storie.
Con Daisy proviamo l’ebbrezza del primo amore, quando a causa di un guasto al furgone incontra di nuovo Will, il cattivo ragazzo del liceo che si riscoprirà non così tanto cattivo.
I due ragazzi non potrebbero essere più diversi, Daisy determinata e proiettata verso il futuro, ha deciso sin da piccola che sarebbe stata una psicologa e adesso è ad un passo dai suoi traguardi. Dall’altra parte invece Will vive alla giornata, senza preoccuparsi troppo degli altri e senza progetti particolari per il futuro.  
Il loro amore è il catalizzatore per un cambiamento, in Daisy che si innamora per la prima volta ma soprattutto in Will che comincerà a volere di più dalla vita e a cercare una crescita personale.
La storia di Caroline e Jack invece è basata sul perdono: dopo aver abbandonato moglie e figlia ben 18 anni  prima, Jack torna per riconquistarle e per dimostrare di essere cambiato. Ma per Caroline non è facile dimenticare i tradimenti e l’abbandono subìti, ancora più difficile è credere che Jack sia cambiato e tornare a fidarsi di lui.
Come se non bastasse si ritroverà in gravi difficoltà economiche e rischierà di perdere il locale.
Nonostante le buone premesse, in realtà nel romanzo non ci sono grandi eventi o colpi di scena, le storie sono abbastanza lineari e prevedibili. Questo però non lo rende un cattivo romanzo, è semplicemente una lettura leggera e di intrattenimento.
L’unico difetto che però devo sottolineare è il poco spessore, purtroppo nonostante i temi trattati, l’ho trovato poco approfondito emozionalmente, quando si scrive in terza persona resta sempre più difficile riuscire a trasmettere le emozioni, e purtroppo credo che l’autrice non ci sia riuscita del tutto, almeno con me.
Non è riuscito a coinvolgermi, resta una lettura piacevole ma che non mi ha incollata alla pagina o mi sia entrata in testa tanto da pensarci anche quando non stavo leggendo.
L'ultimo appunto che faccio è sul finale, che non è un cliffhanger, ma è un po' agrodolce. In realtà i personaggi di questo romanzo e del precedente ritornato in una novella natalizia, che spero vivamente la casa editrice deciderà di pubblicare, soprattutto alla luce del finale per così dire non pienamente soddisfacente ecco.
Vi consiglio di tenervi questo romanzo per quando avrete voglia di qualcosa di semplice che richieda poco impegno emotivo.

Un bacio,
Patty









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