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mercoledì 4 aprile 2018

La forma dell’acqua di Guillermo del Toro e Daniel Kraus, recensione

Care Crazy,
di sicuro avrete sentito parlare del film La forma dell’acqua, pluripremiata pellicola diretta da Guillermo Del Toro. Lo stesso registra con la collaborazione di Daniel Kraus ha scritto il libro che ha dato vita in seguito al film. Un libro pubblicato in Italia da TRE60 e che combatte i pregiudizi e il cinismo del mondo moderno, e che unisce amore e fantascienza in un romanzo che passerà alla storia. Venite a leggere la recensione che abbiamo scritto per voi!




Titolo: La forma dell’acqua

Autore: G. del Toro e D. Kraus

Editore:  tre60

Data: 1 Marzo 2018

Genere: Narrativa

Categoria: seconde possibilità

Narrazione: terza persona, pov del narratore

Finale: No cliffhanger





Baltimora, 1962. Al Centro di Ricerca Aerospaziale di Occam è stata appena consegnata la «risorsa» più delicata e preziosa che abbia mai ricevuto: un uomo anfibio, catturato in Amazzonia. Il suo arrivo segna anche l’inizio di un commovente rapporto tra la singolare creatura ed Elisa, una donna muta che lavora al centro come addetta alle pulizie e usa il linguaggio dei segni per comunicare. Immaginazione, paura e romanticismo si mescolano in una storia d’amore avvincente, arricchita dalle illustrazioni di James Jean e destinata a conquistare lettori e spettatori. La forma dell’acqua – The Shape of Water è una storia diversa da qualsiasi cosa abbiamo letto o visto finora. Una storia unica, creata e interpretata da due artisti capaci di farci sognare in ugual misura con un libro e con un film, con le parole e con le immagini.





A Baltimora, cittadina dello stato del Maryland, c’è un mondo pronto ad esplodere: diversi personaggi animano il racconto con mille avventure e tantissimi drammi, dialoghi interiori e vicissitudini che rendono il libro un vero capolavoro.
I protagonisti principali sono Elisa e la Risorsa. Elisa è una donna delle pulizie nata in orfanotrofio e privata delle corde vocali. Il suo mutismo è compensato dall'amore che lei ha per la musica e per i vecchi film romantici dove sogna di essere la protagonista, indossa sempre scarpe particolari che la fanno sentire una diva, comunica con il linguaggio dei segni ed è amata dalla sua collega Zelda e dal suo migliore amico Giles.
La sua vita è monotona e noiosa, lavora la notte e non ha molti hobby o svaghi nella sua giornata a parte entrare di nascosto nel cinema sotto casa e innamorarsi delle vecchie pellicole ogni volta.
Tutto cambia quando sul luogo di lavoro arriva “La risorsa”; lei non sa cos’è visto che c’è il divieto assoluto per chiunque di entrare nell’F1, la stanza  che contiene il segreto.
La risorsa è un anfibio con branchie e pinne ma con le sembianze umane; dal momento della cattura viene rinchiuso e studiato dagli scienziati e la sua fine sarà quella di essere vivisezionato per scoprirne la natura.
In quella stanza segreta Elisa entra per caso e per pura casualità la sua vita verrà completamente ridimensionata; con lui non si sente più muta, orfana, povera e inadeguata ma solo felice, viva e rinata. La risorsa è ossigeno per Elisa e la donna vive in funzione della strana creatura.
La loro storia d’amore è spettacolare perché contornata da tutto il cinismo degli umani; esseri che vogliono uccidere la creatura, che disprezzano Elisa perché muta e donna delle pulizie.
Prima la donna era invisibile agli occhi degli altri; una fra tante, insignificante, ma davanti a quella vasca con l’amore della sua vita dentro, finalmente si sente apprezzata e felice di essere al mondo.
Come in ogni favola che si rispetti c’è l’antagonista: Richard Strickland.
L’uomo torna dall'Amazzonia con un disturbo post traumatico che lo fa impazzire sia con la famiglia e sia al lavoro, resta offeso a una mano a causa della risorsa e riversa su di lui tutto l’odio che ha in corpo. Non si fermerà mai, nemmeno davanti all'esile corpo di Elisa di cui lui si è innamorato e cercherà in ogni modo di porre fine a tutte le sue sofferenze.
Insomma ragazze, siamo davanti a uno di quei libri che lasceranno il segno perché scritti in maniera complessa e articolata con una storia unica e spettacolare. Non è difficile sentirsi vicini a questa strana creatura umana e marina allo stesso tempo, soffrire per le atrocità che solo l’uomo può infliggere e sperare per un lieto fine di questa coppia così particolare e improbabile!
Gli autori hanno voluto lanciare diversi messaggi: in primo piano l’uomo che al suo passaggio devasta, credendosi Dio in terra, priva di vita le altre creature e calpesta la natura; poi con la moglie di Strickland, hanno voluto parlare dell’emancipazione femminile, con Giles delle discriminazioni verso gli omosessuali e infine con Zelda, la collega di colore, hanno voluto sottolineare la loro lotta alla discriminazione razziale.
La forma dell’acqua è un libro incredibile, unico tasto dolente a mio parere è la narrazione, troppo lenta tanto da risultare a volte noiosa... ma è lo stile di Del Toro e noi non possiamo fare altro che accettarlo e immergersi in questa lettura, o male che vada vedersi il film che ha già vinto un Leone d’oro, un Golden Globe e un Oscar!!

Alla prossima lettura,
la vostra Giuly










1 commento:

  1. ho letto prima il libro e poi ho visto il film...
    il film, seppur stupendo, non riesce a trasmettere tutto ciò che il libro emana..ma è ovvio ...
    ...se uno vede il film e non legge il libro trova il finale bello, ma nel libro la "bestia", parla, pensa ed emerge la sua superiorità...forse quella di un "dio"!!??. Seppur definito dall'uomo come semplice "risorsa"... il cattivo nel libro alla fine riconosce nella bestia sentimenti, tra cui lapietà, che spesso manca all'essere umano.
    inoltre le libro è sviscerato maggiormente il tormento del cattivo e il perchè lo porta ad odiare tanto la bestia...
    leggetelo...vi aprirà la mente e il cuore...

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