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lunedì 17 giugno 2019

Il mondo visto da Annika Rose di Tracey Garvis Graves, recensione

Care Crazy,
E' tornata, grazie alla Sperling, con Il mondo visto da Annika Rose, Tracey Garvis Graves.
Era il 2013 e Garzanti portava in Italia un libro che avrebbe riscosso un enorme successo, diventando uno dei romance davvero imperdibili. Quel libro era L'isola dell'amore proibito e lei la sua talentuosa autrice. Questo nuovo libro è un romanzo sulle seconde possibilità che vede nella protagonista una one-woman show. Seguiteci per scoprirne di più.





Titolo: Il mondo visto da Annika Rose

Autore: Tracey Garvis Graves

Editore: Sperling & Kupfer

Data: 11 giugno 2019

Genere: Contemporary Romance

Categoria: seconde possibilità

Narrazione: prima persona, pov alternato

Finale: conclusivo





Università dell'Illinois, 1991. Annika non ama socializzare. Teme sempre di dire o fare la cosa sbagliata, non riesce mai a capire i pensieri o i comportamenti dei suoi interlocutori, a interpretarne i gesti o le espressioni del volto: per lei, stare in mezzo agli altri è come trovarsi in un Paese straniero di cui non conosce la lingua. Preferisce la compagnia silenziosa dei libri, che sanno trasportarla in mondi diversi dal suo; o quella confortevole degli animali di cui si prende cura alla clinica veterinaria, dagli occhi così espressivi e rassicuranti. Solo al tavolo degli scacchi può affrontare un estraneo; perché quel gioco, con le sue regole e la sua disciplina, con quella netta divisione tra bianco e nero, rispecchia la sua visione del mondo e non la fa sentire fuori luogo. È proprio a una partita che incontra Jonathan. Lui è stupito dalla bravura di quell'avversaria che riesce a batterlo, è colpito dalla sua bellezza, ma ancor di più conquistato dal suo modo di essere: dove gli altri vedono solo stranezza, lui scopre una creatura fragile ma assolutamente autentica e sincera, l'unica con cui possa essere se stesso. E Jonathan è l'unico ragazzo da cui Annika si sia mai sentita accettata. Il loro amore nasce così, studiando attentamente ogni passo, con pazienza e dedizione, ma anche col coraggio di sfidare pronostici e immaginare insieme il futuro. Finché il destino, con una mossa imprevista, separa bruscamente le loro strade. Chicago, 2001. Annika fa il lavoro dei suoi sogni, la bibliotecaria, e si fa aiutare da una specialista per affrontare quella paura del mondo che adesso sembra avere una diagnosi. Quando rincontra per caso Jonathan, ora un genio della finanza, il tempo tra loro sembra non essere mai passato, anche se c'è una vita in mezzo. I loro sentimenti sono ancora lì, evidenti e tangibili, come pedine lasciate al loro posto in attesa di ricominciare a giocare. È una partita che richiede coraggio, per superare le paure e i non detti di ieri. È una sfida che dovranno affrontare uniti, contro un avversario - il destino - che già una volta li ha battuti. Ma è l'unica chance per riprendersi quella felicità che solo insieme hanno conosciuto davvero.



Quanto ho amato L'isola dell'amore proibito! L'ho scoperto tardi, all'incirca due anni fa, ma mi sono unita subito al club delle sue fan storiche. Potete quindi immaginare la mia gioia alla notizia di questa pubblicazione, unita alla curiosità di scoprire se la scrittrice fosse riuscita a creare un'altra storia all'altezza della sua opera più celebre e delle mie esigenti aspettative. La risposta è tutta in un libro coraggioso e a tratti impeccabile, ma con qualche dettaglio che ha impedito di trasformarlo in un altro (per me) indimenticabile.
Il titolo, sia nella versione inglese che in quella italiana, è illuminante per spiegarci di cosa tratterà il libro: un viaggio nella vita di Annika Rose, la ragazza che una volta Jonathan conosceva, e nella sua visione del mondo completamente originale e speciale.
È lei la protagonista indiscussa, attorno alla quale si reggono le sorti di tutto il romanzo. Ed è lei che impareremo a conoscere in tutte le sue sfaccettature nella narrazione che si svolge tra presente e passato, il cui gap di dieci anni vede Annika passare dall'essere al college a raggiungere il suo sogno di diventare una bibliotecaria.
Conosciamo Annika nei primi anni '90, brillante studentessa dell'università dell'Illinois, socialmente inetta ed estremamente peculiare nei suoi atteggiamenti e nel suo modo di ragionare, interfacciarsi con gli altri e vedere il mondo. Inizia a uscire dal suo guscio facendo volontariato presso un rifugio di animali abbandonati e iscrivendosi, dopo molta insistenza da parte della sua compagna di stanza, al club di scacchi. Ed è qui che farà l'incontro che le cambierà la vita. Annika sfida a scacchi Jonathan, uno studente al college grazie a una borsa di studio per il nuoto. E se lei non sembra affatto colpita dal ragazzo, sarà lui a restare estasiato davanti alla bellezza e alla stranezza di Annika, una stranezza che Jonathan reputa interessante e che vuole scoprire sempre di più. Il ragazzo fa breccia nel mondo all'apparenza asettico di Annika, fino a diventare il suo ragazzo. Ritroviamo entrambi nella Chicago di inizio millennio, ma non sono più una coppia. Cosa è successo tra loro? L'attrazione si sarà spenta? E soprattutto, Annika sarà ancora la creatura limpida, fragile e singolare di cui Jonathan si era innamorato?

Vi siete mai innamorati di una ragazza che era diversa? Non solo dalle altre ragazze che avete frequentato, ma dalla maggior parte delle persone?

Le mie parole non possono rendere giustizia alla meraviglia che è l'analisi dei personaggi di questo libro. La cura e i dettagli con cui la scrittrice è riuscita a dare vita e spessore a un personaggio complesso come quello di Annika sono strabilianti. Sin dalle prime righe, capirete come questa ragazza sia diversa da ciò che si reputa normale, e suoneranno in voi dei campanelli d’allarme che vi faranno venire in mente etichette come “disabilità” e “spettro dell’autismo”. Man mano che la storia si dipanerà, scoprirete passo a passo con Annika se la vostra percezione su di lei sarà stata corretta, ma nel farlo vi ritroverete abbagliati dalla forza e dall’intensità di questo personaggio. Accanto a lei, Jonathan brilla di luce riflessa; è dolce, premuroso, capace di vedere oltre le stranezze di Annika. Ma è un personaggio destinato a stare nella penombra in confronto allo splendore che circonda Annika.

Nessuna mi ha mai amato così intensamente e senza riserve come ha fatto lei. 

E se nella protagonista ho ritrovato il talento dell’autrice che ricordavo, nello svolgimento del romanzo ho notato alcune pecche, almeno per quanto mi riguarda. Oltre a un finale lievemente troncato (avrei tanto voluto un epilogo o almeno un paio di paragrafi in più nell’ultimo capitolo), il limite di questo libro è stato il plot twist. Poco intenso? Assolutamente no? Poco emozionante? Rispondo ancora di no. Il problema è stato aver indovinato cosa si sarebbe inventata la scrittrice dopo appena 3 capitoli. L’occhio mi è caduto su un dettaglio e le mie sinapsi hanno fatto clic: ho immaginato una cosa e questa si è puntualmente avverata, togliendomi qualsiasi effetto sorpresa e anche un bel po’ di pathos. Ora, dato che le mie sono sinapsi parecchio annebbiate, immagino che anche altre lettrici faranno il mio stesso collegamento, quindi sono curiosa di scoprire se l’aver capito come si dipanerà la storia sarà per voi un limite al godimento della lettura oppure sarà un dettaglio che vi lascerà indifferenti. Ma nel frattempo, gioiamo, perché è tornata in Italia una penna davvero brillante e da non perdere.

Buona lettura,
Liliana





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