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martedì 15 settembre 2020

Daisy Jones&The Six di Taylor Jenkins Reid, recensione

Ciao Crazy, 
Daisy Jones&The Six di Taylor Jenkins Reid è il fenomeno editoriale uscito in Italia l’8 settembre 2020 per Sperling&Kupfer. che nel 2019 ha raggiunto un successo tale da vincere premi come il Goodreads Choice Award battendo autrici di fama mondiale. Lasciate che vi dica perché a parer mio ha scalato le classifiche a suon di rock ‘n ‘roll…




Titolo:
Daisy Jones&The Six

Autore: Taylor Jenkins Reid

Data: 8 settembre 2020

Editore: Sperling&Kupfer

Genere: historical fiction 

Categoria: music romance

Narrazione: 3a persona e 1a persona, pov multiplo

Finale: No cliffhanger





Daisy Jones & The Six: il gruppo rock più mitico di tutti i tempi. I loro concerti riempivano gli stadi in tutto il mondo, le loro canzoni hanno acceso le notti di un'intera generazione. La loro storia è il racconto di un'ascesa folgorante, dalle prime esibizioni nei peggiori locali di Los Angeles al successo planetario. È l'incarnazione stessa di un'epoca e di uno stile di vita - sesso, droga e rock'n'roll. È la sintesi di un'alchimia perfetta, non solo sul palco: l'amore tra Daisy Jones - la splendida vocalist, spirito libero e inafferrabile - e Billy Dunne, il frontman carismatico e dannato. Eppure, il 12 luglio 1979, dopo un concerto memorabile, il gruppo è scoppiato. Nessuno ha mai saputo perché... Fino a oggi. Musicisti della band, manager, fan, parenti e amanti: sono tutti testimoni di questa storia, ma ognuno ha la sua versione dei fatti. E oggi, a quarant'anni di distanza, sono finalmente pronti a raccontarla. Un romanzo a più voci che crea una leggenda
Appena terminata la lettura del libro mi sono fiondata a scrivere questa recensione perché sono stata quasi travolta dalle sensazioni e non volevo che aspettando si affievolissero. All’inizio ero molto dubbiosa, ho letto questa storia spinta dalla curiosità del successo che aveva avuto tra le lettrici d’oltreoceano e volevo capire perché un libro del genere fosse stato tanto apprezzato. E avendo chiuso il libro in lacrime ora so perché.
Descrivere questo libro in poche parole è abbastanza difficile, inizialmente sembra quasi un giallo dove c’è bisogno di schiarire la nebbia che infittisce il mistero. Andando avanti con la lettura lo scenario si trasforma, addentrandoci nelle strade della storia con l’apparizione dei primi personaggi. Il modo in cui sono presentati e descritti crea una situazione tale da dare l’impressione che non stessi leggendo, bensì guardando uno di quei vecchi documentari fatti con le cineprese dove le inquadrature a tratti sono fuori fuoco. A momenti mi sembrava quasi di sentire lo scatto della vecchia macchina da ripresa anziché il rumore delle pagine che girano. 

«Ricordo una sera vidi Daisy sulla pista da ballo del Whisky. Era impossibile non notarla. Attirava lo sguardo come una calamita.»

È così si inizia a immergersi nella storia, a vederla passare davanti ai propri occhi, e sembra che i personaggi stiano parlando con il lettore e non con chi li sta intervistando. Perché è questo quello che succede, la narrazione scorre tra le battute di questo o di quel personaggio che racconta un avvenimento di un determinato periodo. Si inizia a capire chi sono Daisy Jones e i The Six, due entità che viaggiano in parallelo sullo sfondo del rock ‘n ‘roll degli anni 70’ che si scontrano, letteralmente, come due meteoriti che danno vita a un’esplosione di scintille luminose.

«È questa la cosa che ho sempre amato della musica. Non le note, il pubblico o lo sballo quanto proprio le parole, le emozioni e le storie, le verità che ti escono di bocca.»

Ma, vedete, quando la conoscenza di questi personaggi diventa sempre più spessa ho iniziato ad avere sentimenti contrastanti. Da un lato c’era la me, la lettrice di romanzi rosa che voleva che la storia seguisse un corso preciso e la me lettrice distaccata che guardava con occhio critico quello che stava leggendo rendendosi conto che davanti non aveva una storia che poteva essere giudicata in base ai canoni usati per altri romanzi che hanno inizio, svolgimento, plot twist e lieto fine. L’autrice ha usato uno stile che non si può classificare così, racconta qualcosa che non è mai esistito ma lo rende talmente vivo che ti sembra impossibile pensare che una Daisy Jones non sia reale, che la fuori non ci siano mai stati Billy Dunne e la sua band rock e che io non possa essere uno di quei fan che li ha visti esibirsi. Ci sono tante altre cose che vorrei dire ma la più importante è che vi consiglio questo libro perché ne vale la pena, non abbiate paura che il tipo di narrazione possa rappresentare un ostacolo nel sentirvi coinvolte. Arriverete a dimenticarvene perché sarete talmente immersi nella storia che non ci sarà spazio per altro.

Un bacio!
Luigia



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