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lunedì 23 agosto 2021

Ti ho trovato quasi per caso di Elle Kennedy, recensione

Ti ho trovato quasi per caso è il mio libro preferito di questa serie? Assolutamente sì. Perché? Semplice, finalmente dopo cinque libri della serie Briar U formata da #auotconclusivi, in questo è tornata la cara vecchia Kennedy. Quella che scrive gli #sportromance migliori con intrecci non sempre originali, ma dalle storie appassionanti.

Arrivati al quinto libro non mi aspettavo molto, in ricordo anche dei libri precedenti che non spiccavano tra gli scritti di questa autrice l’ho iniziato con poco entusiasmo. Ma a volte succede che le serie hanno un plot twist.

La storia di Conor e Taylor è stato quello della Briar U. Due personaggi caratterizzanti, carismatici, i cui dialoghi hanno dato un ritmo narrativo che mi ha permesso di godermi la lettura. Le loro battute e le scene esilaranti strappano più di una risata permettendo di immergersi nella storia senza difficoltà. Taylor è sicuramente una delle protagoniste femminili migliori di cui la Kennedy abbia scritto.

La Kennedy ci riporta in questo mondo ormai familiare, lo fa con due protagonisti dalle insicurezze comuni che li hanno visti cadere in una spirale deleteria per entrambi e da cui sono riusciti a uscire insieme. Non senza qualche ferita e livido nel tragitto.

L’autrice ha scritto questo libro durante il primo lockdown del 2020, direi che alla fine da quella situazione qualcosa di buono è venuto fuori perché questo libro è schizzato nella lista dei miei suoi libri preferiti. 

Luigia 

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⭐⭐⭐⭐⚡

👠👠👠

Immagine di @Fallingfromabook

Sinossi

Ci sono rischi che in amore vale la pena correre…

Il college doveva essere la mia grande occasione per trasformarmi dal brutto anatroccolo che ero in un meraviglioso cigno. Invece, la confraternita in cui sono entrata è piena di ragazze crudeli, e faccio fatica a inserirmi. Così, quando le mie consorelle Kappa Chi mi hanno lanciato una nuova, umiliante sfida, non ho potuto dire di no. Devo sedurre il nuovo giocatore di hockey della squadra del campus. Conor Edwards non ha problemi a socializzare. È uno di quelli che si sentono sempre a proprio agio. E ci sa fare dannatamente bene con le ragazze. So che è al di fuori della mia portata: i tipi come lui non guardano quelle come me. Perciò non mi aspettavo che accettasse di aiutarmi. Invece di scoppiare a ridere, quando gli ho parlato della sfida ha acconsentito a salire di sopra con me e a fingere che stesse succedendo

qualcosa tra noi. E adesso che sono qui con lui mi rendo conto di quanti pregiudizi avessi nei confronti dei ragazzi che hanno un certo successo. Sono nei guai. Ho come la sensazione che questo stratagemma potrebbe provocare un vero disastro…


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