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giovedì 18 febbraio 2016

Crazy for Movie: The Danish Girl di David Ebershoff
, dal libro al film

Ciao Crazy,
quest’oggi vi parlo, sia del libro che del film,  The Danish Girl. Il libro di David Ebershoff
 è stato pubblicato grazie alla Giunti, si basa sulla storia realmente accaduta di Lili Elbe, la prima persona che agli inizi del 900 si sottopose a delle operazioni per la riassegnazione del sesso. Il film esce nelle nostre sale oggi 18 Febbraio e vede come protagonisti i meravigliosi Eddie Redmayne e Alicia Vikander rispettivamente nei panni di Einar/Lili e Gerda. I due attori sono candidati agli Oscar come Miglior attore protagonista e Migliore attrice non protagonista.

Titolo: The Danish Girl 
Autore: David Ebershoff
Serie: Non fa parte di una serie
Editore: Giunti
Data:  10 Febbraio
Genere: Narrativa
Categoria:  History, nuova vita.
Narrazione: Terza persona, pov multipli
Finale: No cliffhanger
Coppia: Greta, pittrice sposata con Einar; Einar, pittore famoso.



Che cosa succede quando vedi la persona che ami cambiare radicalmente sotto i tuoi occhi? Tutto nasce da un semplice favore che una moglie chiede a suo marito durante una giornata qualsiasi. Siamo a Copenaghen, inizi Novecento: entrambi stanno dipingendo nel loro atelier, lui realizza paesaggi velati dalla nebbia del Nord; lei ritrae su enormi tele i ricchi committenti della borghesia cittadina. Proprio per completare uno di questi lavori, il ritratto di una nota cantante d’opera, Greta domanda al marito di posare in abiti femminili. Da principio Einar è riluttante, ma presto viene completamente sedotto dal morbido contatto della stoffa sulla sua pelle. Via via che si abbandona a questa esperienza, il giovane entra in un universo sconosciuto, provando un piacere che né lui né Greta avrebbero mai potuto sospettare. Quel giorno Einar ha un’autentica rivelazione: scopre infatti che la sua anima è divisa in due e forse lo è stata sempre: da una parte l’artista malinconico e innamorato di sua moglie, dall’altra Lili, una donna mossa da un prepotente bisogno di vivere… Ispirandosi alla storia vera di Lili Elbe, una pioniera nel mondo transgender, Ebershoff ha scritto un romanzo estremamente delicato e commovente su una delle storie d’amore più appassionate del Novecento.



Einar e sua moglie Greta erano due pittori, che vivevano a Copenaghen.
Tutto accadde un giorno quando Greta gli chiede di posare per lei, perchè deve completare un quadro e la modella Anna è impegnata a teatro, e per fare ciò Einar deve indossare delle calze, le scarpe e un vestito da donna... quel vestito che per motivi a lui sconosciuto gli faceva venire voglia di toccarlo.
I tratti di Einar erano così gentili, e quella seta sulla sua pelle, quel vestito così bello, lo facevano viaggiare con la mente, era totalmente altrove del tutto concentrato quando il tutto viene interrotto da Anna e Greta che lo guardano e ridono... Poi la moglie dice la fatidica frase: " Perché non ti chiamiamo Lili?"
Greta ed Einar cercano di evitare il discorso quando una sera Einar ammette di pensare a Lili.
Quando Greta non era in casa, Lili tornava, sempre più spesso. La sua prima uscita ufficiale fu per partecipare ad un ballo. Lì Lili conosce Henrik, lui la attrae con i suoi modi e le sue parole e alla fine lui la bacia. Ma quella non era la prima volta che Einar baciava qualcuno del suo stesso sesso, era accaduto anni addietro col suo migliore amico Hans. Greta non lo aveva mai visto parlare così di una persona, e così decide di cercarlo. Qualche tempo dopo vengono invitati a Parigi per assistere allo spettacolo di Anna, e lì Greta gli racconta che ha trovato Hans. Lili ed Hans iniziano ad uscire insieme per conoscersi, come se realmente non si conoscessero già. A causa di alcune emorragie, Einar è costretto a vedere un medico e dopo avergli parlato anche di Lili, il dottore giunge a conclusione che Einar sia pazzo e che la moglie stia facendo male ad assecondarlo.
Ma la svolta arriva quando Greta e Einar conoscono il professor Bolk, un medico chirurgo diverso dagli altri che può aiutare Einar e Lili…

Come avrete potuto capire dalla trama, sia il libro che il film non sono per tutti. The Danish Girl non è la semplice storia d’amore che di solito leggiamo nei libri, ma è molto di più… parla  dell’accettazione resa possibile dall’amore, parla dell’auto-accettazione ma soprattutto ci mostra come già all’epoca fosse difficile vivere la propria vita quando non sei uguale agli altri, quando non ti senti come dovresti sentirti e quando non ami chi dovresti amare.
Cercherò di essere il più imparziale possibile, perchè sappiate che ho amato il film (che ho visto in lingua originale) e mi è piaciuto molto il libro.
Allora partiamo dal personaggio principale.
Einar, nonostante sia un pittore molto famoso, è timido e introverso. È sempre assorto nei suoi pensieri mentre dipinge la palude in cui è nato. È stato estremamente affascinante vedere e leggere della sua concentrazione e dell’amore per le sue opere. Quando la moglie gli chiede di posare per lei con abiti femminili tutto cambia. Da lì la persona di Einar si sdoppia. Da quel momento non ci sono più due personaggi nel libro, bensì tre. Ho amato particolarmente questa divisione del suo personaggio, poiché quando è Einar parla in prima persona, quando è Lili parla come se si riferisse ad un’altra persona che non è lui, e questo lo si capisce chiaramente da frasi tipo: "Einar sentì Lili ridere".
Nel libro Lili è molto più libera di esprimersi ed Einar non è molto combattuto, mentre nel film Einar fin da subito ha questa lotta interiore e soffre molto perchè non sta bene nel suo corpo, ma al contempo quando è Lili non è completamente felice perchè sa che sta facendo soffrire Greta.
Fin dalla prima volta che compare Lili, la “prepotenza” con cui ritorna da l’impressione che Einar sia egoista e pensi solo a se stesso invece di pensare anche alla moglie, ma in realtà lui non può farci niente. Fin da subito Einar diventa solo il venti percento della sua persona, il restante è Lili e non decide lui quando farla ritornare: lei ritorna e basta.
Greta/Gerda (sì, due nomi perchè nel libro è Greta mentre nel film è Gerda) è anche lei una pittrice, ma non famosa quanto il marito; è estroversa, decisa e molto libera mentalmente. Il contrario di Einar. Quando quella mattina fa la "famosa" proposta al marito, di certo non si aspettava che la sua vita venisse capovolta in tal modo. E qui ci dobbiamo un attimo fermare e riflettere sull’Amore con la lettera maiuscola che Greta prova per Einar e Lili. 
Perchè si, libro e film girano intorno alla storia di Lili, ma il perno principale è Greta. Se lei non avesse fin da subito accettato i comportamenti di suo marito e quindi Lili, se lei non l’avesse incoraggiato a vivere questa seconda vita ed in seguito se lei non avesse trovato il Professor Bolk, Lili non sarebbe mai esistita.
Greta ha accettato Lili, affezionandosi particolarmente a lei, soprattutto dopo le operazioni, semplicemente per amore di suo marito. Nonostante soffra la “perdita” di Einar, non glielo fa mai pesare, anzi lo appoggia solo perche vuole vederlo felice.
Lili invece è una giovane ragazza di ventiquattro anni che non vuole fare altro che sentirsi viva, essere felice e innamorarsi, e lotta con tutte le sue forze per far si che ciò che desidera possa realizzarsi.
Alla fine, ripensando a tutto ciò che racconta il libro si capisce che Lili c'è sempre stata, anche quando Einar non lo sapeva… lei c’era sempre.
Si sa che il libro è sempre più bello del film, ma in questo caso ho apprezzato di più il film, che rimane abbastanza fedele al libro anche se ci sono alcune differenze.
Nonostante il libro ci dia la possibilità di conoscere anche le vite dei protagonisti precedenti al loro incontro, l’ho trovato troppo pieno di dettagli, talvolta inutili e noiosi, mentre il film è coinciso e raggruppa tutti gli avvenimenti che si susseguono in modo veloce ma senza tralasciare nulla.
Il tutto si svolge nell’arco di sei anni, tanto è vero che il libro si divide in 4 parti: la prima parte a Copenaghen nel 1925, la seconda a Parigi nel 1929, la terza parte a Dresda nel 1930, la quarta a Copenaghen nel 1931. Nel film non si ha la percezione che passi tutto questo tempo, il che non è sempre un bene, ma in questo caso vi assicuro che ho apprezzato questa velocità.
Poco spazio viene dato alla parte delle operazioni nel film che a mio parere avrebbero meritato qualche cenno in più e uno sviluppo migliore, e che sono stata ben contenta di leggere nel libro e non nascondo che è stata la mia parte preferita.
Il film è davvero bellissimo! Avevo delle aspettative molto alte, lo stavo aspettando da quasi un anno cioè da quando uscì la prima immagine di Eddie Redmayne nei panni di Lili nel Febbraio 2015 e le mie aspettative non sono state deluse. La scenografia e i costumi sono favolosi, i dialoghi molto intensi. Ma quello che più mi ha colpito è la recitazione e l’impersonificazione totale di Eddie e Alicia: non credevo fosse possibile provare così tanti sentimenti per un film… ma sì, li ho provati e ho pianto per mezzo film.
Se fossi io a decidere a chi dare gli oscar di sicuro li darei ad Eddie (mi dispiace Leo, ma sarà per l’anno prossimo) e Alicia per le loro interpretazioni così profonde e commoventi e al film naturalmente che mi ha fatta emozionare e riflettere.
Vi lascio con una parte della postfazione dell’autore che mi è piaciuta particolarmente: 

Lili sapeva che una vita inautentica non può essere considerata vita.
Chi siamo? Chi vogliamo essere? Come percepiamo noi stessi?
Come vogliamo essere percepiti dagli altri? Sono quesiti che possono creare forti conflitti interiori, ma che possono renderci più liberi una volta risolti.
Quasi un secolo fa Lili Elbe ci è riuscita.
Posando per un ritratto nell’atélier di una pittrice, ha detto al mondo: «Questa sono io».


un bacio, Veronique




Giudizio libro: 




Giudizio Film:


3 commenti:

  1. Wow bellissima recensione. Sono molto curiosa dia del libro na soprattutto del film è con la tua rece adesso ancora di più. Lo vedrò sicuramente perché già il trailer mi ha emozionata

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  2. Bellissimo film, non ho letto ancora il libro. La moglie però si chiamava Gerda, non Greta

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  3. Bellissima la recenzione fatta......il film è stupendo, delicato, e attuale.

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