mercoledì 25 novembre 2020

Quante volte ho scritto ti amo di Staci Hart, recensione

Ciao Crazy,
oggi vi parlo di Quante volte ho scritto ti amo di Staci Hart. Terzo volume della serie The Austens, uscito il 13 Novembre 2020 per Newton Compton Editori, ci racconta la tenera storia di Charlie e Hannah e del loro amore puro ed inevitabile. Se avete amato Charlie in “Mille lettere d’amore” date una possibilità a questo libro e leggete della sua rinascita. 





Serie:
The Austens Series #3

Titolo: Quante volte ho scritto ti amo

Autore: Staci Hart

Data: 13 Novembre 2020

Editore: Newton Compton Editori

Genere: Contemporary Romance

Categoria: Forbidden Romance

Narrazione: 1° persona al presente, pov doppio

Finale: Autoconclusivo – no cliffhanger



Per nove lunghi mesi ho cercato di capire come cavarmela a fare il padre single, come farcela da solo. Per nove lunghi mesi, non ci sono riuscito.
Quando Hannah è entrata nella mia vita, è stato come tornare a respirare. È scivolata nelle nostre vite senza nessuno sforzo, mostrandomi quello che mi ero perso in tutti questi anni. È riuscita a farmi sorridere quando pensavo di aver accantonato il concetto di felicità insieme alle foto del mio matrimonio. Doveva essere soltanto la tata, ma è diventata molto di più. Il giorno in cui mia moglie se n’è andata sarebbe dovuto essere il giorno peggiore della mia vita, ma non è stato così. Il peggiore è stato quando Hannah se n’è andata, portando con sé il mio cuore.


Staci Hart è una delle regine indiscusse delle storie normali. Quei romanzi reali nei quali riconosci nei protagonisti il tuo vicino di casa o la tua migliore amica, e nell’amore che nasce fra di loro un sentimento vero e comprensibile da tutti. Non c’è il grande plot twist, nulla che vi lascerà sveglie la notte. Sono storie che si sviluppano piano piano, con tempi assolutamente credibili, e vi accompagnano confondendo la vostra realtà con la loro. Tutto questo è ciò che accade anche in “Quante volte ho scritto ti amo”: un papà single, che si divide fra il lavoro ed i sensi di colpa, che a poco a poco ritrova l’amore e la sua dimensione. 
Charlie, un matrimonio infelice che non riesce a chiudersi ufficialmente pur essendo già finito da sempre e due bimbi splendidi ancora piccoli, è un uomo che ha perso di vista la sua strada schiacciato dal peso delle responsabilità. Lo abbiamo già conosciuto in “Mille lettere d’amore”, marito infelice della sorella di Elliot e il solo ad essere stato per lei un sostegno. Hannah, una giovane ragazza alla pari olandese sbarcata negli Stati Uniti dopo la laurea per fare un’esperienza in attesa di capire che direzione prenderà il suo futuro, è la donna che riporta Charlie in vita un tenero momento alla volta. Forti, umili, gentili e generosi, i due protagonisti sono due facce della stessa medaglia, ciò che li differenzia sono solo gli ostacoli che la vita ha messo sul loro cammino. Il loro è un sentimento inevitabile. Così come inevitabili sono il modo in cui si innamorano, la tenerezza, le sensazioni proibite che combattono solo per poi cedere perché non c'è altra scelta, fisicamente ed emotivamente, in quanto sono fatti l'uno per l'altra. Un amore che sembra proibito ma che non possono combattere e che lascia tutti in attesa di quando finalmente cadranno l’uno nelle braccia dell’altro.

“Hannah era ovunque. Nella mia casa, nel mio cuore, tra le mie braccia… Lei dava, dava sempre e io le avevo restituito qualcosa. Non c’era stata forza, solo uno scambio di adorazione che mi aveva colmato e soddisfatto la mente ancora più del corpo.”

Un aspetto originale della storia è l’incontro fra le culture differenti dei protagonisti che si amalgamano in una sola armonia. Hannah è olandese, di un piccolo paese fra biciclette e tulipani in cui le giornate scorrono con ritmi rilassati ed equilibrio, e porta la sua vita e la sua cultura a New York, fondendole con Charlie ed i bambini. È interessante il modo in cui imparano gli uni dagli altri, in cui si influenzano con le rispettive tradizioni culinarie, nell’arredamento della casa o nei ruoli genitoriali all’interno della famiglia. È molto reale come i piccoli siano ansiosi di imparare una nuova lingua, e conoscere il nome straniero di tutti gli oggetti che incrociano, lasciando alle pagine un senso di sorridente normalità. 
“Quante volte ho scritto ti amo” è un romanzo morbido e riflessivo, molto ben scritto, con personaggi secondari ben caratterizzati e cattivi umani che non riescono mai a rubare la scena a quella che è destinata a diventare una famiglia della “mulino bianco” in tutto e per tutto. Una famiglia che, nonostante l’estrema ed ostentata perfezione, non si riuscirà ad odiare davvero ma solo ad invidiare in modo genuino. Se avete amato i precedenti libri della serie The Austens non perdetevi questo romanzo, che vi saprà coccolare per qualche ora. 

Gaia




2 commenti:

  1. ma charlie è un personaggio secondario del libro precedente? perchè sapevo che erano tutti autoconclusivi i libri di questa serie.... mi fate sapere? grazie

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    Risposte
    1. Ciao,

      si, Charlie era presente nel libro precedente, ossia "Mille lettere d'amore". Era il marito della sorella di Elliot dal quale si separa verso il finale del libro. Elliot e Wade però non tornano in "Quante volte ho scritto ti amo", se non nominati qualche volta da Charlie. Se cerchi la trama in inglese dice proprio "This contemporary romance features Charlie from A Thousand Letters".

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