martedì 3 aprile 2018

Il profumo del mosto e dei ricordi di Alessia Coppola, recensione

Ciao Crazy,
Dal 29 marzo è in vendita, Il profumo del mosto e dei ricordi, l’ultima fatica di Alessia Coppola, pubblicato dalla Newton Compton Editori. L’autrice pugliese, già conosciuta per i suoi libri di genere fantasy, ci porta in Salento, dove scopriamo la storia di Lavinia, studentessa di arte che compie un viaggio molto intimo dal sapore familiare, per esplorare le sue origini, il suo passato e soprattutto per ritrovare se stessa. Questo contemporary romance ci regalerà emozioni intense, anche grazie ad una bellissima storia d’amore, ma quello che più catturerà la vostra lettura sarà la voglia di scoprire tutti i segreti che l’antica villa, ereditata da Lavinia, custodisce.




Titolo: Il profumo del mosto e dei ricordi

Autore: Alessia Coppola

Editore: Newton Compton Editori

Data: 29 Marzo 2018

Genere: contemporary romance

Categoria: ritorno alle origine

Narrazione: prima persona, pov femminile

Finale: No cliffhanger





Ogni famiglia ha i suoi segreti. I legami familiari non si spezzano mai.
Lavinia vive a Firenze, dove studia e lavora come restauratrice. Quando un telegramma le annuncia la morte del nonno, che non ha mai conosciuto, sarà proprio lei a partire per la Puglia per valutare l’eredità ricevuta. Al suo arrivo trova un’antica masseria da ristrutturare, terre e vigneti in stato di abbandono, ma trova anche una grande famiglia pronta ad accoglierla. Abituata alla città, Lavinia si sente quasi a disagio in quell’ambiente rustico, e mal sopporta le premure e l’affetto che tutti le riservano, convinti che lei sia lì per risollevare le sorti della tenuta. E invece Lavinia è pronta a venderla, anche se non ha il coraggio di confessarlo. Quel viaggio in una terra sconosciuta, selvaggia e vigorosa, ha però in serbo delle sorprese. Alessandro, il giovane agronomo che lavorava a fianco del nonno, le farà conoscere ogni angolo della proprietà, la guiderà alla scoperta delle sue radici, narrandole storie che nessuno le ha mai raccontato. Ripercorrere insieme a lui quel passato, avvolto nel mistero e capace di risvegliare tanti ricordi, le farà cambiare idea su molte cose…
Un’eredità inattesa. Un viaggio alla scoperta di legami familiari sconosciuti.
Un amore capace di vincere le ombre del passato.
La notizia della morte di nonno Umberto arriva nella vita di Lavinia come un fulmine a ciel sereno, e il modo brutale che ha avuto la madre nel raccontarglielo non l’ha certo aiutata ad assimilare bene il colpo di scena, visto che pensava i suoi nonni materni morti da tempo.
Infatti, Bianca, la madre di Lavinia, è sempre stata molto ermetica nei confronti di sua figlia, roba che neanche un Tupperware saprebbe fare di meglio. Per questo motivo la prima reazione di Lavinia è rabbiosa, dopo che ha scoperto di avere un nonno morto di recente, di essere di origini pugliesi e inoltre di aver ricevuto in eredità una tenuta immensa, di cui dovrà deciderne le sorti.
Così dopo un viaggio solitario, veloce e turbolento, si ritrova alle porte di masseria Rosa Bianca senza saper bene cosa fare, le intenzioni iniziali sono quelle di vendere, per poi farsi un bel viaggetto, d'altronde lei è sempre pronta a partire per nuove avventure. Ma una volta varcate le porte della tenuta, le si apre uno scenario ben diverso da quello che aveva immaginato: ad accoglierla c’è una intera famiglia, che non aspettava altro che il suo arrivo.
“Ancora non capivo perché mi stessero accogliendo come fossi il Messia”, è questo uno dei primi pensieri di Lavinia, spaesata da tutto l’affetto ricevuto e sopratutto da tutte le aspettative che gli abitanti di Rosa Bianca hanno nei suoi confronti. Colui che fa le presentazioni è Alessandro, che io ho paragonato ad un novello Virgilio, lui apre le porte di quello che per la studentessa toscana potrebbe essere un Limbo dantesco, quindi lontano dall'Inferno, vicino al Paradiso, ma velato da troppa polvere, crepe, insetti fastidiosi, nessun wifi e niente acqua corrente. Vicino al Paradiso, perché? Stiamo parlando della Puglia, belle mie, quindi cibo buonissimo, taralli e torte squisite sfornati a tutte le ore del giorno, cascate di vino buono e mare a due passi. Inoltre c’è qualcosa di ancora più importante, che va al di là di tutti questi beni: c’è l’amore incondizionato di una famiglia, che nonostante non ti abbia mai conosciuto, ti fa sentire a casa, ti protegge dal dolore per non aver mai conosciuto tuo nonno e riporta nella tua vita sapori e profumi di una infanzia lontana.
Tutto questo viene rappresentato al meglio dal personaggio di Anna, la donna che ha cresciuto e amato, come se fosse sua figlia, Bianca e che ora riporta il suo amore e la sua gioia in Lavinia.
Nella tenuta, la protagonista del romanzo vivrà il suo soggiorno inizialmente non serenamente, in virtù della scelta che cambierà il destino degli abitanti di Rosa Bianca, nonostante ciò Alessandro con le sue perle di saggezza e la sua dolcezza riuscirà ad alleviare le preoccupazioni di Lavinia, sarà davvero un’ottima guida per farla arrivare alle “radici del suo cuore” e poi le donerà quella tranquillità, che solo un uomo perdutamente innamorato sa trasmettere. Lui l’accompagnerà in questa “caccia al tesoro” tra vigneti, cantine e stanze nascoste, riportando alla luce segreti perduti, vecchi rancori e antichi sentimenti. Riuscirà Lavinia a liberarsi finalmente delle sue paure e guardare la sua casa, fino ad allora sconosciuta, con il cuore invece che semplicemente con gli occhi?
Leggere questo romanzo per me è stato come tornare a casa, nonostante la mia residenza sia in Puglia, ma si sa, quando tutto si da per scontato non si apprezza a pieno quello che si possiede.  Durante la lettura mi ha colpito un sentimento, evidenziato spesso dall’autrice: l’attaccamento alla terra, terra intesa come terreno, dove germoglia e nasce ogni cosa.
Alessia Coppola è stata impeccabile nel raccontare questa storia, magari un po’ descrittiva nella parte iniziale, ma personalmente ho apprezzato anche questa caratteristica del suo stile. L’ho paragonata in parte a Isabel Allende, proprio per il particolare che ho appena citato: il suo senso di appartenenza alla terra in cui  affondano le proprie radici.
Ho apprezzato il fatto che non si sia parlato semplicemente del mare del Salento, ma anche della vita di campagna, che racchiude per noi pugliesi ricordi speciali, giornate calde e tavolate infinite. La campagna è la nostra prima casa, è qui che i nonni di molti miei conterranei hanno costruito i loro averi e continuano a coltivare il loro prezioso orto.
Mi sono commossa un bel po’ di volte, non posso essere completamente obiettiva con questo libro, perché anche io, come Lavinia, non ho mai conosciuto mio nonno paterno, è morto venti giorni dopo la mia nascita, l’ho vissuto solo attraverso i ricordi di mio padre e di mia nonna, ho sgualcito tutte le sue fotografie e ho letto e riletto le lettere che scriveva a mia nonna quasi fino ad impararle a memoria. E’ nelle nostre origini, nel nostro “sangue” che spesso ritroviamo ciò che siamo.
Il profumo del mosto e dei ricordi è  davvero un bel romanzo, che porterò nel mio cuore orgogliosamente pugliese.

Antonella













1 commento:

  1. Grazie infinite, il paragone con la Allende mi ha steso. <3 <3 <3

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