mercoledì 2 giugno 2021

Tre gocce d'acqua di Valentina D'Urbano, recensione

Potevo scegliere un bellissimo teaser per questo libro, un'immagine di quelle da recensione Crazy, invece è giusto che voi guardiate con attenzione la copertina di Tre gocce d'acqua di Valentina D'Urbano e la memorizziate per bene. Poi, quando andrete in libreria, quando lo vedrete sugli scaffali, non dovete esitare un secondo ad afferrare quel libro che già avete visto da qualche parte, sfogliarlo, leggere la trama, il quarto di copertina e poi senza alcun ripensamento, dirigervi verso la cassa. 



Quando escono autrici che amo ho sempre paura nel restare delusa e quando ho letto la trama di questo libro ho pensato che la D'Urbano se la stava rischiando grossa: un triangolo, una famiglia allargata, una rara malattia... 

Però tutte le mie esitazioni si sono azzerate a pagina uno; lì, tra quelle frasi brevi e semplici, tipiche dell'autrice, in quelle similitudini terribilmente calzanti, ho ritrovato la scrittrice del mio cuore. Ho ritrovato colei che racconta senza mai annoiare, colei che ti mette davanti un personaggio, in questo caso Celeste, e te la fa conoscere come se di fronte a te ci fosse davvero lei, in carne e ossa: la D'Urbano riesce nel raro espediente del fissarti un appuntamento con i suoi protagonisti e all'improvviso ti ritrovi seduta a un tavolo ad ascoltarli mentre raccontano la loro storia senza mai annoiarti, senza un tempo morto che sia uno. Rende fattibili i paradossi, rende sano l'amore malato e sadico di Celeste e Nadir, rende meravigliosamente equilibrato il rapporto morboso di questi ragazzi legati da quel fratello in comune che venerano in egual modo.

Rende persino tollerabile la malattia della protagonista. 

Valentina D'Urbano riesce per l'ennesima volta a sottolineare il fatto che l'amore non ha un'unica declinazione (l'amore di una madre, di un fratello, di una dottoressa, l'amore per la vita), che l'amore non ha solo sfumature confortanti e rosee. Ti mette di fronte il fatto che anche una sferzata di odio ti serve più di un banale conforto se hai bisogno di respirare, il rancore, prima della rassicurazione, è quello che ti fa sopravvivere a una vita piena di imprevisti che non volevi. 

Valentina D'Urbano si conferma la definitiva proprietaria di quella bacchetta magica che (come avrò ripetuto un milione di volte), ti strappa dal petto il cuore per restituirtelo a pezzi, però magicamente più forte. 

Tre gocce d'acqua è un libro bellissimo, non posso dire altro, il più bello letto quest'anno, uno scritto che renderà il mio 2021 libresco assolutamente degno di essere ricordato. 

A chi lo consiglio? A chiunque abbia bisogno di un libro semplicemente meraviglioso.   

Per me Indimenticabile, più di Isola di neve, al pari del Rumore dei tuoi passi. 

Naike

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VOTO: INDIMENTICABILE👑

sensualità: 👠

TRAMA:

Celeste e Nadir non sono fratelli, non sono nemmeno parenti, non hanno una goccia di sangue in comune, eppure sono i due punti estremi di un'equazione che li lega indissolubilmente. A tenerli uniti è Pietro, fratello dell'una da parte di padre e dell'altro da parte di madre. Pietro, più grande di loro di quasi dieci anni, si divide tra le due famiglie ed entrambi i fratellini stravedono per lui. Celeste è con lui quando cade per la prima volta e, con un innocuo saltello dallo scivolo, si frattura un piede. Pochi mesi dopo è la volta di due dita, e poi di un polso. A otto anni scopre così di avere una rara malattia genetica che rende le sue ossa fragili come vetro: un piccolo urto, uno spigolo, persino un abbraccio troppo stretto sono sufficienti a spezzarla. Ma a sconvolgere la sua infanzia sta per arrivare una seconda calamità: l'incontro con Nadir, il fratello di suo fratello, che finora per lei è stato solo un nome, uno sconosciuto. Nadir è brutto, ruvido, indomabile, ha durezze che sembrano fatte apposta per ferirla. Tra i due bambini si scatena una gelosia feroce, una gara selvaggia per conquistare l'amore del fratello, che preso com'è dai suoi studi e dalla politica riserva loro un affetto distratto. Celeste capisce subito che Nadir è una minaccia, ma non può immaginare che quell'ostilità, crescendo, si trasformerà in una strana forma di attrazione e dipendenza reciproca, un legame vischioso e inconfessabile che dominerà le loro vite per i venticinque anni successivi. E quando Pietro, il loro primo amore, l'asse attorno a cui le loro vite continuano a ruotare, parte per uno dei suoi viaggi in Siria e scompare, la precaria architettura del loro rapporto rischia di crollare una volta per tutte. Al suo settimo romanzo, Valentina D'Urbano si conferma un talento purissimo e plastico, capace di calare i suoi personaggi in un'attualità complessa e contraddittoria, di indagare la fragilità e la resilienza dei corpi e l'invincibilità di certi legami, talmente speciali e clandestini da sfuggire a ogni definizione. Come quello tra Celeste e Nadir, che per la lingua italiana non sono niente, eppure in questa storia sono tutto.

1 commento:

  1. L'ultima versione del software CallMaker per la gestione del call center ha visto la luce della primavera 2020. Quindi è il momento di imparare cos'è il software per call center, cos'è un call center e come aprire una società di telemarketing / teleselling o, più in generale , un call center. Scopri tutto sul call center da Telemarketing_gestionale

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