mercoledì 29 marzo 2017

In mille piccoli pezzi di Nicole Edwards, recensione.

Ciao Crazy, 
oggi vi parlo di In mille piccoli pezzi di Nicole Edwards pubblicato da Newton Compton il 20 marzo esclusivamente in digitale per ora. La Edwards è una scrittrice molto prolifera e questo è ufficialmente il suo debutto in Italia, ma dato le sue doti ci auguriamo che arrivi altro di suo. A Million Tiny Pieces, questo il titolo originale, è un erotic romance autoconclusivo -e già qui esulterei- incentrato sul menage -qui esulterei di nuovo-, quindi se non avete paura di sentir caldo e siete di large vedute, venite a scoprire cosa ci riserva questa lettura...

Mists of the Serengeti Titolo: In mille piccoli pezzi 
Autore: Nicole Edwards 

Serie:  No serie
Editore:
Newton Compton
Data: 20 marzo 2017
Genere: Erotic Romance
Categoria: Menage/ MM
Narrazione: Terza persona pov alternati
Finale: No cliffhanger
Coppia: Phoenix, proprietario di una squadra di Hockey; Tarik, guardia del corpo di Phoienix; Mia, ventiquattrenne divorziata.


Mia Cantrell è felice di essersi sbarazzata di un marito bugiardo e traditore. Una volta concluse le pratiche del divorzio, Mia riprende in mano le redini della sua vita. Sta imparando a rimettere insieme i cocci e a vivere un giorno per volta, riprendendo il controllo. Peccato che l'universo abbia ancora in serbo alcuni ostacoli per lei. Phoenix Pierce si sta riprendendo dopo la morte di suo padre. Ha un'azienda multimilionaria, possiede una squadra di hockey, e ha una schiera di donne disposte ad andare a letto con lui per una notte di sesso scatenato, ma sembra aver perso interesse per tutto. Finché non incontra Mia. Mentre cerca di conquistarla, però, resta ancora un problema: avere l'altra persona che desidera, l'uomo che ha negato a se stesso per anni. Tarik Marx pensa che nessuno potrà mai riempire il vuoto nella sua vita come ha fatto Phoenix senza saperlo. Finché non incontra Mia. Tarik ha avuto un'infanzia difficile, e non sa cosa significa essere amato davvero. Con questo bagaglio pesante, ora deve cercare di capire come avere entrambi. Sarà possibile ricomporre mille piccoli pezzi? E il legame sarà davvero più forte di prima?





Puoi non comprenderlo, ma questo è amore

Parto subito col dirvi che a me piace leggere libri che trattano questo controverso argomento: il menage. C'è chi lo ama, c'è chi lo odia, c'è chi non lo tollera proprio perchè troppo lontano dal suo essere  e chi non li legge per paura di essere fraintesa o giudicata. Io sono della corrente del "chi se ne frega": mi piace e lo leggo, poi pensassero ciò che vogliono.
Nel genere, fra tutti quelli letti, In mille piccoli pezzi non lo annovererei fra i migliori, è stato un libro che per alcuni aspetti ho molto apprezzato, ma altri purtroppo mi hanno lasciata molto perplessa.
La storia parte alla grande direi: la presentazione dei personaggi, le basi della storia e i primi approcci sono tali che le aspettative che l'autrice fa crescere nel lettore nei confronti del romanzo siano molto alte. Il corridore incappucciato, l'uomo elegante e raffinato, il tipo che incute timore, il coach misterioso, destabilizzano e colpiscono subito la nostra protagonista ventiquatrenne Mia, che trasferitasi da poco nel suo nuovo appartamento, dopo un rapido e doloroso divorzio, rimane interdetta dagli inquilini che abitano nel suo stesso stabile, giusto qualche piano sopra di lei. Complice un lento e vecchio ascensore, un caffè al bar e una festa di beneficenza, Mia riesce a conoscere da vicino chi per giorni ha tormentato i suoi sogni, ovvero Phoenix e Tarik. Phoenix è il proprietario di una importante squadra di Hockey, nonchè un finaziatore di star up; Tarik è invece il suo migliore amico: gli cura ufficialmente le relazioni pubbliche della società, ma è anche la sua guardia del corpo. Si evince subito che quello che c'è fra i due va però oltre il normale affetto.
Phonix ci viene presentato come il classico attraente imprenditore sciupafemmine da una notte e via, non ha mai trovato la donna giusta e non ha mai accettato appieno la sua bisessualità. Via via diverrà forse il lato debole del triangolo, quello che meno mi convincerà, forse per la sua indole spesso poco intrapendente.
Dall'altra parte Tarik è invece il forte della situazione -in tutti i sensi-, lui sa cosa vuole e non ha paura di dirlo, di mostrarlo, di prenderselo. Vuole Phoenix da tanto, al contrario del suo amico però, lui non teme la propria bisessualità, né ha paura di assecondare la parte di lui che predomina d'istinto quando è  in presenza dell'uomo che ama! L'arrivo di Mia, all'inizio, destabilizza molto quel finto rapporto d'equilibrio che Phoenix ha sempre cercato di mantenere con Tarik, ma alla lunga diverrà invece il loro collante. Come si evolveranno le cose dovrete poi leggerlo voi!
Come dicevo prima, le aspettative durante la prima metà del libro aumentano sempre più, ma arriva un punto, quando le cose cominciano a concrettizzarsi per l'esattezza, quando tutto si fa molto hot e quando si dovrebbe essere all'apice dell'interesse che la storia per me subisce un calo fino ad arrivare al finale troppo enfatizzato, che è la cosa che mi ha convinto meno!
La Edwards, all'interno della storia di In mille piccoli pezzi, altre a dare importanza al legame che si crea fra i tre protagonisti, mette in primo piano la componente MM del romanzo, che assume sicuramente un ruolo predominante ad un certo punto. La cosa non mi ha disturbato, anzi, ma questo ha fatto si che le dinamiche del menage prendessero delle vie meno coinvolgenti per i miei gusti. Phoenix-Mia-Tarik cercano di costruire un rapporto alla pari, dove ognuno funziona in ogni combinazione di coppia possibile, ma anche insieme. Nessuna coppia è predominate, nessuno ha il ruolo del terzo: tutti per uno, uno per tutti insomma!
Anche fin qui nulla di male, dopotutto anche questo, come la componete MM nel menage, può essere una cosa meno vista e quindi ben venga, ma quando a questo si è aggiunta questa loro poco discrezione nei confronti della società mi è sembrato di rasentare il ridicolo.  Per quanto vogliamo essere anticonformisti all'interno della camera da letto, penso che la società imponga un conformismo che chi è così in vista come i tre personaggi in questione, cerca di rispettare se non altro per proteggere la propria privacy costantemente violata.
Qui si fa del trio una bandiera da sventolare a cielo aperto e onestamente l'ho trovata una cosa inverosimile... attenzione, non intendo che troverete scene di menage in pubblico, ma che i tre protagonisti non nasconderanno il loro rapporto a tre fuori dalle mura di casa. Chiudo dicendovi le cose che ho maggiormente apprezzato di questa che rimane comunque una lettura molto gradevole e mucho caliente: il triplice punto di vista alternato che ci fa entrare in connesione perfetta con i protagonisti, l'uso della terza persona abbinato ad uno stile davvero fluido dell'autrice, l'amore che comunque rimane il collante che tiene unito questo trio delle meraviglie non solo guidato dagli impulsi sessuali e poi... semplicemente Tarik, che di gran lunga supera gli altri due personaggi di una spanna! Fatemi sapere la vostra.
Baci, Ale.






Mists of the Serengeti


3 commenti:

  1. Era partito bene, bella tensione, intriganti le scene, ma poi? Poi niente. Tanto menage, tante scene hot e purtroppo, nonostante non possa dire che sia scritto male, non mi è arrivato, non sono riuscita ad apprezzare i protagonisti. La trama molto leggera e l'epilogo beh...no! Buono l'inizio...peccato!

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  2. io l'ho amatoooo. non mai letto m/m, ho letto solo un'altro libro che parlava di Menage, ma questo mi e' piaciuto tantissimo. Alcune scene mi hanno accalorata, mucho, ma soprattutto ho sentito l'amore che traspare tra i 3. Non solo sesso. Come te il finale in effetti l'ho trovato un po' inverosimile, visto poi il mondo in cui viviamo. Ma chissa' forse la Edwards ha dato il messaggio che non bisogna piu' nascondersi per le proprie inclinazioni, forse e' come vede o vorrebbe il mondo lei, visti i passi che si stanno facendo. Vabbe' non voglio dilungarmi troppo. l'ho amatooooooooo

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  3. In questo libro mi è piaciuto il rapporto sentimentale tra i tre protagonisti. A mio avviso é la bisessualità dei due protagonisti maschili a far si che il rapporto possa durare. Il personaggio di Tarik mi è piaciuto molto. Credo che il fatto di far conoscere al "mondo" la loro relazione sia stata una sorta di provocazione da parte dell'autrice contro i tanti pregiudizi e menti "chiuse se non blindate".

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