sabato 27 luglio 2019

Un maledetto per sempre di Bianca Marconero, recensione

Care Crazy,
Brando e Agnese sono tornati a farci battere il cuore e riempirci lo stomaco di farfalle e succhi gastrici. Un maledetto per sempre di Bianca Marconero è l’attesissimo sequel di Un maledetto lieto fine, auto-pubblicato dall’autrice per la gioia di tutte le sue lettrici. Quella che è diventata una vera e propria serie, corredata di due novelle imperdibili, è sicuramente il lavoro più angst di questa autrice bravissima che non sbaglia mai un colpo. Riusciranno i due ex fratellastri acquisiti a smetterla di farsi del male e ad avere, finalmente, quel dannato lieto fine che meritano?


The Fucking Forever Series

1. Un maledetto lieto fine, 7 febbraio 2019
1.5 Montréal, febbraio 2019
2. Un maledetto per sempre, 15 luglio 2019
0.5 Un maledetto addio, 16 luglio 2019

Autore: Bianca Marconero
Editore: Newton compton/self publishing
Genere: Contemporary Romance
Categoria: angst
Narrazione: prima persona, pov alternato
Finale: conclusivo







Cosa sei disposto a fare per la persona che ami?
Cosa sei disposto a fare per ritornare a casa?

Brando e Agnese si sono lasciati. Sono passati tre anni dalla loro separazione. I ricordi sono i loro compagni silenziosi ma cercano di andare avanti e ricostruire le loro vite. Brando, dopo le vicende accadute a Montréal, desidera una felicità di base, fatta di amicizia, lavoro e affetti. Vuole consolidare il successo della sua band, gli Urban Knights, e soprattutto desidera innamorarsi di nuovo. Quando incontra Penny, una giovane fotografa, si convince di aver trovato la persona che può aggiustare il suo cuore spezzato.
Agnese vive a Milano e ha un unico obiettivo: proteggere la persona più importante della sua vita. Affronta le difficoltà a testa alta, in fuga dal padre, il senatore Goffredo Altavilla e in lotta continua con Lucio, divenuto ora l’avvocato del senatore.
Dopo una serie di appuntamenti mancati con il destino, Brando ritrova Agnese e scopre l'esistenza di Jacopo. L'incontro fornirà l'occasione per ripartire un'altra volta o sarà l'ennesima caduta verso un finale sbagliato? In che direzione va il "per sempre", quando i segreti del passato diventano troppo ingombranti, quando l'amore deve essere gridato, quando la fiamma brucia ancora, pronta a divampare, per l’ultima volta?
Capitolo conclusivo della storia di Brando e Agnese, protagonisti di "Un maledetto lieto fine".

Inizio febbraio 2019

Ho appena finito di leggere Un maledetto lieto fine, so di essere di fronte a un indimenticabile. Un libro perfetto, compreso il suo finale agrodolce e aperto a mille possibilità. Un libro che mi ha donato un personaggio maschile da amare alla follia e una protagonista femminile di quelle che vanno scoperte, un poco alla volta, per trovare la luce che c’è in loro. Un libro che mi ha confermato il talento di quella che è la mia autrice italiana preferita.
Eppure…
Eppure, nei cassetti della memoria, ha cominciato a farsi largo una melodia, seguita poi da alcuni versi. Mi sono ricordata di una canzone uscita qualche anno fa, la canzone* di un giovane cantautore indie che raccontava di un amore finito e della necessità di rialzarsi. O, quantomeno, di provarci. Versi che parlano di annullarsi dentro un abbraccio, di imparare di nuovo una cosa basilare come il camminare.
E ho pensato che forse sarebbe stato quello il destino di Brando e Agnese, che avrebbero avuto bisogno proprio di quello: di rialzarsi da terra, di raccogliere i pezzi frantumati di cuore, di fare un passo dopo l’altro per rimettersi in equilibrio e riprendere in mano le proprie vite. Nonostante il bisogno di nascondere il dolore tra le braccia di una persona amata. Nonostante tutti gli sbagli e le bugie e il cuore che sanguina. Reimparare a camminare.
E ho pensato che forse avrei desiderato assistere a questo momento, che avrei voluto vedere Agnese e Brando che si rimettevano in sesto per il loro bene, e scoprire cosa avrebbe riservato loro il futuro.

Fine febbraio 2019

Con Montréal mi è chiarissimo. Agnese e Brando devono rimettersi in piedi, devono conquistare quel maledetto per sempre che finora la vita e i rispettivi errori gli hanno negato. Lo devono fare!

Ognuno di noi si è voluto salvare da solo. Dopo aver preteso l’amore senza saperlo dare, dopo essere stati sepolti con i nostri errori, noi non dovremmo baciarci così. Non dovremmo più esserne capaci. E invece lo facciamo. Ed è esattamente come prima.

Luglio 2019

Ho appena spento il Kindle. Ce l’ha fatta. Bianca Marconero è riuscita nel suo intento. Ha donato ai suoi personaggi quel “per sempre” che sembrava un miraggio, senza rendere loro facile il cammino. Li ha fatti crescere come individui, li ha fatti diventare persone più consapevoli nonostante non abbia fatto nulla per indorare i loro difetti e le loro differenze caratteriali. È riuscita nel confezionare un libro in cui il lettore non riesce a prendere respiro, ma si ritrova in balia degli eventi e del fato, vittima suo malgrado dell’incantesimo che l’autrice ha lanciato su due ragazzi che sembrano destinati a non avere pace. Ha ideato una trama lunga e ricca di eventi, una trama che non avevo previsto, in cui il ritmo è segnato unicamente dalla sofferenza, dal pessimo tempismo e da un amore troppo forte per potersi arrendere di fronte alle avversità. Mi ha restituito il Brando di cui mi ero innamorata, segnato da un passato che lo ha rafforzato, un Brando che conserva la stessa ingenuità che a volte ti fa alzare gli occhi al cielo. Impulsivo, fragile, tonto, innamorato. Brando. E poi che dire di Agnese? Ho amato la sua forza, il suo essere combattiva per sé e per l’amore/gli amori della sua vita. Agnese che deve essere scoperta, sbucciata come gli strati di una cipolla. Perché lei nasconde tutto dentro; ma lì, nel suo cuore, arde di sentimenti fortissimi. E ho sorriso quando ho capito che, in parte, i versi della “mia” canzone sono stati profetici: Agnese ha dovuto reimparare a camminare, ha dovuto rimboccarsi le maniche, ha dovuto non soccombere al dolore. E ne è uscita ammaccata, ma vincente.

Lui è la prova che non ho un sasso al posto del cuore, che c’è stata almeno una persona al mondo che cambiava il colore delle mie giornate.

E ho doppiamente sorriso quando ho letto l’importanza che nel libro viene data all’abbraccio. Momenti diversi, abbracci diversi. Non solo per scomparirci dentro, ma anche per venirne protetti, per cancellare le paure, per perdonare chi ci ha fatto del male, per non perdersi più.
Un maledetto per sempre è la degna conclusione di un viaggio lungo e tormentato, in cui le emozioni non hanno mai il tempo di mettersi in pausa. E io non posso che ringraziare l’autrice per avermi concesso di sentirle tutte, dalla prima all’ultima, sulla pelle, nel cuore, nella mente. Non scorderò mai Brando e Agnese, spero che lo stesso capiti a voi.

Buona lettura,
Liliana

*
Ma io ti dichiaro dentro una TV
Che io da te non ho voluto amore
Volevo solo scomparire in un abbraccio
Volevo solo scomparire in un abbraccio
Confondermi con, con, con, con

E non mi importa se non mi ami più
E non mi importa se non mi vuoi bene
Dovrò soltanto reimparare a camminare
Dovrò soltanto reimparare a camminare
Se non ci sei tu, uh

“Cosa mi manchi a fare”, Calcutta, 2015



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