lunedì 27 marzo 2017

Mists of the Serengeti di Leylah Attar, recensione: I più attesi

Carissime Crazy.
Per la nostra rubrica de I più attesi vogliamo parlarvi di Mists of the Serengeti, il nuovo romanzo della bravissima Leylah Attar, di cui attendiamo in Italia la pubblicazione dell’acclamato The Paper Swan, che tanto aveva commosso la nostra Simona. Un romanzo unico. Un piccolo capolavoro. Ecco la nostra recensione.

Mists of the Serengeti Titolo: Mists of the Serengeti
Autore:
Leylah Attar
Serie:  non fa parte di una serie
Editore:
Pitch73 Publishing
Data: 31 gennaio 2017
Genere: contemporary romance
Categoria: ispirato da una storia vera
Narrazione: 1a e 3a persona, pov doppio
Finale: No cliffhanger
Coppia: Rodel Harris Emerson, insegnante inglese; Jack Warden, proprietario di una fattoria in Tanzania.


Una volta in Africa, ho baciato un re...

"E così all’improvviso, in una vecchia baracca rossa alle pendici del Monte Kilimanjaro, scoprii  l’inafferrabile magia che avevo solo intravisto tra le pagine delle grandi storie d’amore. Palpitò intorno a me come una farfalla appena nata e si stabilì in un angolo del mio cuore. Trattenni il respiro, timorosa di espirare per paura che volasse via e di non ritrovarla mai più.”

Quando una bomba esplode in un centro commerciale in Africa orientale, le sue scosse di assestamento mandano due sconosciuti in una rotta di collisione che nessuno dei due si aspettava.
In Tanzania, Jack Warden, un coltivatore di caffè divorziato, perde la sua unica figlia. Ad un oceano di distanza, nella campagna inglese, Rodel Emerson perde la sua unica sorella.
Due persone comuni, legate da un tragico pomeriggio, si mettono in viaggio per compiere l’impossibile, compiendo tre fermate per salvare tre bambini nelle vaste pianure del Serengeti—bambini che valgono più da morti che da vivi.
Ma anche se riusciranno a cavarsela, un’altra sfida incombe alla fine del percorso. Riusciranno a sopravvivere ad un’altra perdita—questa volta quella di un amore che è destinato a scivolar via tra le dita, come la foschia che fa scomparire la luce del sole?

“A volte, ti imbatti in una storia con i colori dell’arcobaleno—una che ti abbraccia il cuore. Potrai non riuscire ad afferrarla o a trattenerla, ma non potrai mai essere dispiaciuto per i colori e per la magi ache ti ha portato.”



“Tra la mia gente, si dice che tutti siamo una cosa sola”, disse Olonana. “Siamo tutti connessi. Taleenoi olngisoilechashur.”

Per chi legge tanto, è frequente attraversare dei periodi di stallo. Li conoscete? Quei brutti periodi in cui niente è soddisfacente, tutto è piatto, noioso, omologato. Quei periodi in cui l’unica emozione arriva rileggendo solo i nostri libri preferiti, perché le nuove letture non riescono a far breccia nel nostro cuore. Credo sia normale. Triste, sconfortante, ma normale.
E poi arriva Lui. Sì, Lui.
Quel libro magico, inatteso, straordinario. Quel libro che ti rimette in pace col mondo. O, almeno, in pace con l’amato mondo della lettura. Quel libro così meraviglioso che vorresti rileggere all’infinito. Quel libro che vorresti aver concepito e scritto, se mai avessi la fortuna di possedere il talento narrativo della sua autrice. Quel libro originale, autentico, emozionante, scritto con grazia e maestria; così lontano dalle storie mainstream del romance attuale e molto più romantico e straziante della maggior parte di esse.
Quel libro che ti trasporta in un’ambientazione tanto  inusuale quanto affascinante: nel cuore dell’Africa, dove il Kilimangiaro si staglia su una terra abitata da leoni ed elefanti, proprietari terrieri e Masai, criminali e chi dona aiuti umanitari. Dove la foschia avvolge le notti, racchiude segreti, protegge amori che nascono e lecca anime ferite nel profondo.
Quel libro che si ispira ad eventi accaduti nella realtà, un fatto che, volente o nolente, amplifica ogni emozione: perché dà la conferma che il mondo è un posto dove il marcio non finisce mai di esistere.
Quel libro che dimostra come ogni essere umano sia legato da un filo invisibile, da una concatenazione di eventi quasi inspiegabile.
Quel libro che racconta la storia di due persone colpite dal dolore, in modo forte e straziante. Un dolore che li ha cambiati, lo stesso dolore brutto, cattivo, violento. Un dolore da cui, però, si può provare a rinascere.
Quel libro che ti fa conoscere una donna, Rodel, che, per la prima volta in vita sua, si mette in gioco, sfidando i propri limiti e le proprie insicurezze e uscendone trasformata. Migliore, chissà; più forte, forse: sicuramente, mai così viva, mai così conscia che l’amore è da afferrare non appena lo si trova e che è lui che può trasformare la vita.
Quel libro che ti fa conoscere ed innamorare di un uomo straordinario, Jack, un uomo forte, onesto, capace di donare tutto se stesso agli altri. Un uomo spezzato dal dolore, ma che, grazie all’incontro di una donna speciale, prova a tornare a vivere e ad apprezzare i colori dell’arcobaleno e i palloncini gialli.
Quel libro scritto con una proprietà di linguaggio quasi introvabile, che ti permette di immaginare alla perfezione qualsiasi cosa descriva e che ti trasporta tra le sue pagine con una maestria eccezionale.
Quel libro che si prende tutto il tempo per svolgere la trama, senza affrettare nulla e senza condensare tutto alla fine, tant’è che i capitoli finali servono a farti innamorare ancora di più dei suoi protagonisti.
Quel libro che ha un prologo e un epilogo che ti strappano il cuore a metà e poi lo ricompongono dolcemente.
Quel libro si intitola Mists of the Serengeti. La sua talentuosa autrice è Leylah Attar.
Leggetelo. Non ve ne pentirete.

Un abbraccio,
Liliana





Mists of the Serengeti





1 commento:

  1. COmplimenti per il sito, vi leggo sempre e questo libro sembra molto bello ma sapete se per caso c'è in italiano? lo trovo solo in inglese. Sara

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